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Caltanissetta (CL)
Scopriamo Caltanissetta


Storia

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I primi segni di insediamenti nell'area di Caltanissetta risalgono già al periodo neolitico (V millennio a.C.) quando diversi gruppi di agricoltori si stanziano nell'area creando piccoli villaggi.

Molte le testimonianze risalenti anche all'età del Rame (III millennio a.C.) e all'età del Bronzo (2100-1500 a.C.).

Caltanissetta inizia però ad assumere le sembianze di una vera città nel VII sec. a.C., periodo di dominazione greca durante il quale la città viene chiamata Nissa.
Dal I sec. d.C. la città passa invece sotto i Romani che arricchiscono la città sviluppando una fiorente attività agricola.

La conquista araba dell'829, vede la nascita del castello di Pietrarossa e rende la città uno dei maggiori centri della parte centro-meridionale della Sicilia.

E' in questo periodo che la città cambia nome in "Qalat-an-Nisa", in riferimento al castello delle donne nissene.
Questo testimonia come la dominazione araba non lasci alla città solo testimonianze architettoniche, ma anche usanze e parole ancora vive nella tradizione nissena dei nostri giorni.

Nel 1087 la città passa in mano ai Normanni che scacciano definitivamente gli Arabi e danno vita a piccoli feudi.

Caltanissetta vede insediarsi in seguito gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi fino al '400, i Castigliani, la famiglia dei Moncada nel 1407, gli Austriaci nel '500.

Nel 1818 Caltanissetta diventa capoluogo di provincia sotto i Borboni e in seguito alla soppressione del feudalesimo.

Nel 1837 e negli anni successivi, la città viene colpita dal colera ma si riprenderà in fretta: qualche anno dopo si assiste alla nascita di nuovi collegamenti stradali con le vicine Canicattì, Piazza Armerina e Barrafranca.

Nel 1848 Caltanissetta partecipa alla grande rivoluzione dei Vespri Siciliani e nel 1860 accoglie Garibaldi ed i Mille.

E' nel 1900 che la città acquista una grande importanza commerciale grazie soprattutto alle numerose miniere di zolfo della zona che le regalano un periodo di grande sviluppo.



Caratteristiche fisiche

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La provincia di Caltanissetta conta 283.872 abitanti e si sviluppa su di una superficie di 2.128 kmq.

Sorge al centro della Sicilia, a 568 m s.l.m. alle pendici del Monte San Giuliano, nell'alta valle del Salso, dal quale si nota uno splendido panorama che va dall'Etna alle Madonie.

La sua provincia va dalle zone interne del "Vallone" fino alle coste di Gela.

Apparentemente la provincia di Caltanissetta può sembrare arida.
Invece nasconde zone lacustri, boschi e ben 7 riserve naturali quali: Contrada Scaleri , Lago Sfondato , Lago Soprano , Monte Conca , Monte Capodarso e Valle dell'Imera Meridionale, Riserva Naturale Orientata Sughereta di Niscemi ,Riserva Naturale Orientata Biviere di Gela .

L'area protetta più vasta della provincia di Caltanissetta è quella di Monte Capodarso, un territorio che offre un vario paesaggio naturalistico.

Nella zona di Niscemi di estende la Sughereta in una terra ricca di boschi, sulle pendici dei monti Erei.

Degno di nota è anche il Monte Conca, un rilievo di origine calcarea caratterizzato da grotte e cunicoli.

Tra i laghi ricordiamo il Lago Biviere di Gela, il Lago Soprano di Serradifalco, il Lago Sfondato, un lago piccolo ma profondo. Tra I corsi d'acqua citiamo l'Imera, il fiume più lungo dell'Isola.



Monumenti

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Sulla piazza principale, Piazza Garibaldi, si affacciano la Cattedrale e la Chiesa di san Sebastiano.

La Cattedrale, dedicata a Santa Maria la Nova e San Michele, risale al 1570 circa.
Presenta un portale in stile barocco e due campanili dell'800.
Stupenda la navata centrale decorata con stucchi e affreschi del Borremans.
La volte a botta invece ospita affreschi rappresentanti L'Immacolata Concezione, il Trionfo di S. Michele e l'incoronazione della Vergine.

Sempre all'interno della chiesa, da visitare l'altare maggiore, la pala d'altare del Borremans e un organo risalente al '600.


Nel centro della piazza si nota la Fontana del Tritone, una scultura in bronzo realizzata nel 1956.

La Chiesa di San Sebastiano, proprio di fronte alla Cattedrale, fu costruita nel '500, in onore del santo che liberò la città dalla peste.
Fu più volte restaurata nel corso degli anni.

Palazzo Moncada fu costruito attorno al 1635 per conto di don Luigi Guglielmo di Moncada, che in quel periodo aveva il controllo della città.
In puro stile barocco e costruito con mattoni del Castello di Pietrarossa e calcare del Monte Gebel-Habib, il palazzo non fu mai portato a termine.
L'interno fu adibito per anni a sede del Tribunale e per questo modificato.
Resta ancora una galleria sotterranea che collegava il palazzo al Convento dei Cappuccini.

Altri palazzi monumentali della città sono: Palazzo Candelotti, Palazzo Giordano, Palazzo Bordonaro.

Degno di nota è il quartiere degli Angeli che conserva ancora lo schema urbano medievale.
All'interno del quartiere si trova la Chiesa di S. Domenico, costruita nel 1480 e al cui interno sono conservate alcune tele del Borremans.

Il Castello di Pietrarossa, di origine araba, è un po' il simbolo della città.
Chiamato così forse per il colore dei mattoni che lo compongono, presenta solo alcuni resti, tra i quali "la murra di l'Ancili" e parti di torri, a causa del terremoto del 1567 che lo distrusse completamente.

Vicino al castello vi è la Chiesa di S. Maria degli Angeli, risalente al '200.

Villa Amedeo è un giardino pubblico al centro del quale si trova una fontana circolare detta "fonte dei sospiri".
Da notare anche i busti di Vittorio Emanuele II, Mazzini, Rossigni, Bellini, Garibaldi e Foscolo.

Fuori dal centro storico, immersa in un paesaggio mozzafiato, vi è l'Abbazia di Santo Spirito costruita nel 1100.
La chiesa, in stile paleocristiano, presenta tre piccole absidi divise da lesene.
Sul portale si nota l'affresco del Cristo benedicente del '400.
All'interno si notano un Crocifisso del '600, una fonte battesimale romanica e un arco con scritte arabe.



Musei

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Il Museo Civico conserva i ritrovamenti archeologici del nisseno, soprattutto quelli rinvenuti nella zona di Sabucina, Gibil-Habib, Polizzello, Capodarso, Monte Bubbonia, Mazzarino.

Il Museo Mineralogico, Paleontologico e della Zolfara aperto nel 1979, ospita numerosi esempi di minerali, rocce e fossili rari.

Il Museo d'Arte Sacra conserva il dipinto "Spasimo di Sicilia" del Raffaello.

Il Museo del folklore e delle tradizioni popolari conserva le "Vare", le statue portate in processione nella Via Crucis.



Manifestazioni

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A Caltanissetta sono molto sentite le tradizioni religiose, come nel resto della Sicilia.
La Festa di San Michele, il patrono della città, si svolge tra la fine di Settembre e i primi giorni di Ottobre.
In occasione della festa, la statua seicentesca dell'Arcangelo sfila per le vie della città, tra musica e bancarelle.
Sentite molto anche il Carnevale, con sfilate di maschere e manifestazioni musicali, il Natale e la Pasqua, durante la quale si assiste alla sfilata di sepolcri addobbati e della Real Maestranza e a sacre rappresentazioni.
E' una delle manifestazioni più sentite della provincia che unisce folklore e sentimento religioso.

Da non perdere inoltre le sagre di prodotti tipici che si svolgono nel corso dell'anno.



Artigianato

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Come il resto della Sicilia, Caltanissetta è nota per la produzione di coloratissime ceramiche.
Particolare importanza ha la produzione di pipe, realizzate con la radica di Erica Arborea, tipica della zona e rara in Sicilia.

Nel nisseno, come in tutta la Sicilia, è diffusa la produzione di colorate ceramiche e terracotte, create ancora con antiche tecniche, la creazione di oggetti in sughero, in cuoio e in ferro battuto, cestini, tappeti, raffinati ricami, bambole in costume, bisacce.

Particolare importanza hanno i ricami di Santa Caterina e San Cataldo, lavorati con perfezione secondo l'antica tradizione.



Gastronomia

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Nella cultura gastronomica nissena si ritrovano i sapori di un tempo, legati soprattutto alla cultura araba.

Ottimi i formaggi , tra i quali la ricotta dura e il pecorino, e i salumi.
Tra i piatti tipici: le fuate (pasta condita con sarde e fuate, fiori tipici del nisseno), il timballo di riso, il pollo alla nissena.

Non perdete i dolci, soprattutto i buccellati, la mostarda di mosto, i mostaccioli, il torrone e la pasta di mandorla.

D'obbligo accompagnare i piatti con del buon vino, come il nero d'Avola e il Tudia.

Buona anche la produzione di spumanti e degli amari, tra i quali il noto Amaro Averna.



Collegamenti

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Caltanissetta è ben collegata alle altre provincie dell'isola.

Se volete raggiungere la città in aereo, l'aeroporto più vicino è il Filippo Eredia di Catania - Fontanarossa, a circa 130 Km da Caltanissetta.
Mentre a 180 Km. dalla città si trova quello di Palermo "Falcone - Borsellino" presso Punta Raisi.

I collegamenti stradali sono buoni.
Caltanissetta è attraversata:
dalla strada statale 122 che la collega con Agrigento; dalla strada statale 122 bis che la mette in collegamento con S. Caterina Villarmosa; dalla strada statale 191 che mette in collegamento Caltagirone con il bivio di Vigne Vanasco; dalla strada statale 640 che collega Agrigento con Caltanissetta.

Per quanto riguarda le autostrade, Caltanissetta è a pochi chilometri dalla A19, che collega Palermo con Catania.



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