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Siderno (RC)
Gastronomia di Siderno (RC)

 La cucina tipica di Siderno, come quella del resto della Calabria, è particolarmente ricca di gusto e spezie, soprattutto piccanti.
Piatti tipici sono: maccheroni al ragù di maiale, le linguine al sugo di pesce, la pasta e fagioli, il pescestocco con olive e patate, gli involtini di pescespada.

CARATTERISTICHE FISICHE

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Siderno, località ionica, si sviluppa su una superficie di 33,49 kmq sulla quale vivono circa 17.000 abitanti. Si divide in due parti: la marina e il borgo antico che si trova a 194 m slm.


Bellissima la costa, lunga 6 km, caratterizzata da spiagge frequentatissime durante l'estate.
Tra i rilievi da citare il Monte San Iunio, alto 647 m, mentre tra i corsi d'acqua ricordiamo i torrenti Lordo, Garino, Arena, Giordano, San Filippo, Mangiafico.



MONUMENTI

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La città di Siderno è divisa in due parti: una antica, nella parte superiore e una moderna, in quella inferiore.

Nella Siderno Alta potrete trovare:
- Le mura cinquecentesche delle quali restano solo pochi resti.
Furono innalzate da Vincenzo Carafa.

Tra il XVII e il XIX secolo venne in parte demolita per esigenze urbanistiche mentre la torre fu completamente distrutta dal terremoto del 1908.

In passato le porte della città erano tre: la Porta di Salita Arco, la porta verso Passioti e Pozzilloni e la porta nel quartiere Ianora.

- I resti del Convento dei padri Domenicani, distrutto nel 1783 dal terremoto che rase al suolo anche altre cinque chiese.
Il convento risale alla prima metà del '600.
Fu danneggiato dal terremoto del 1783 ma restaurato e riaperto nel 1798. Nel 1809 fu occupato dai Francesi e tutti i beni contenuti al suo interno furono venduti all'asta.
Il convento fu acquistato in seguito dalla famiglia Macrì per passare poi ai Campoliti, i quali lo usarono per abitazione privata.
Oggi del convento restano solo pochi resti, tra i quali il chiostro.

- La Chiesa del SS. Rosario, in stile barocco, un tempo annessa al convento di San Domenico. Costruita nel XVII secolo presenta la classaica pianta basilicale.
Dell'edificio restano oggi una campana del 1723 che raffigura la Madonna del Rosario, San Domenico e Santa Caterina, le mura perimetrali esterne e alcune cappelle laterali, tra le quali quella dei Correale Santacroce che conserva il sepolcro in marmo bianco del 1651 con lo stemma della famiglia e quella della famiglia Mazziotta.

- La Chiesa di San Nicola di Bari, risalente all'XI secolo, la più antica in città.
Ricostruita dopo il terremoto del 1783, presenta tre navate e numerosi pilastri in granito. La facciata ha due monofore laterali, un occhio centrale e un frontone.
Da una scalinata centrale si accede al portale in pietra risalente al 1693, sul quale vi è la statua di San Nicola di Bari risalente al '400.

Al lato della chiesa si innalza il campanile eretto nel 1718.

Inizialmente la chiesa presentava una pianta a croce greca ed un elaborato soffitto a cassettoni.
L'interno è a tre navate delineate da due file di pilastri sormontati da archi a tutto sesto.

Ospita uno stupendo altare barocco del settecento, decorato con marmi policromi intarsiati.
Alle spalle vi è il dipinto della Madonna della Consolazione con cornice in oro zecchino.

Il dipinto è contornato da un fastigio in legno, opera di intagliatori calabresi del XVII secolo.
Ai lati si possono ammirare le tele del '600 raffiguranti il Martirio di San Gennaro, l'Assunzione della Madonna, l'Adorazione dei Magi, il SS. Sacramento, San Vincenzo Ferreri e la Madonna delle Grazie.
Sempre all'interno della Chiesa si possono visitare due cappelle, nelle quali sono conservati un altare barocco in marmo del 1742, una tela della Madonna della Luce (nella cappella della Madonna della Luce), un altare barocco del 1751 (nella Cappella del Sacramento).

Da notare inoltre una pala d'altare del '600, due acquasantiere in marmo risalenti al '500 e al '600 e la statua di Santa Caterina d'Alessandria del XVI secolo.

Da non perdere il Tesoro di San Nicola, ricco di argenti e ori.

- La Chiesa di Santa Maria del Carmine, che presenta un bellissimo portale.
Costruita come cappella privata della Famiglia Falletti intorno al XVII secolo, la Chiesa ha una forma ovale e uno stile tardorinascimentale.

All'esterno, particolare è il portale laterale composto da 24 bugne, ciascuna delle quali conserva dei simboli legati alla religione cristiana.
E' sormontato da un timpano spezzato e dallo stemma di famiglia.

Da notare la statua bronzea della Madonna Immacolata.
All'interno vi sono un altare maggiore, il pulpito ligneo e le statue rappresentanti S.Nicola, S. Giuseppe, l'Immacolata e il Cuore di Gesù.

- La Chiesa di San Carlo Borromeo, di gusto classico con motivi barocchi. La sua costruzione risale alla fine del XVI secolo.

All'esterno vi è una facciata classica intervallata da elementi barocchi ed un portale in tufo con un arco a sesto ribassato, finte colonne laterali e un timpano spezzato con all'interno la data 1854.
L'interno, ad una navata, presenta un altare tardobarocco in marmi policromi ed alcune cappelle laterali, tra le quali quella dedicata al beato M. Ligorio.

- Palazzo De Mojà, che fu la residenza di una famiglia nobiliare spagnola.
Fu costruito nel XVII secolo e presenta tre livelli.
Il palazzo è caratterizzato da balconcini con cornici a tripla ghiera in pietra, finestre quadrate, un portale in pietra con arco a tutto sesto.
Da qui si accede ad un androne con volta a botte pavimentato a lastroni e ciottolato e ad un atrio dal quale parte una scalinata.

- Palazzo Falletti, appartenuto ad una nobile famiglia di Siderno.

Costruito alla fine del XVII secolo su richiesta della famiglia Falletti presenta tre livelli.
Nella facciata principale vi è un portale in pietra con un arco a tutto sesto e bugne miste.
Lo stemma in marmo bianco della famiglia Falletti è ancora visibile sul portale.

Accanto al portale vi sono quattro finestre e un balcone in ferro battuto.

In una grata in ferro sono incise le iniziali di famiglia G.B.F.L. (Giovanni Battista Falletti Lamberti).
All'interno vi è un androne coperto da volte a crociera da cui parte una scalinata in pietra.

- Palazzo Correale-Santacroce, un magnifico palazzo settecentesco su due livelli che presenta un portale con arco a tutto sesto nel quale vi è una particolare scultura rappresentante tre volti umani.
All'interno da vedere l'atrio coperto da volta a crociera e la scalinata in pietra.

- Palazzo Englen, un edificio nobiliare del XVIII secolo che presenta due livelli e una facciata adornata da un portale in pietra con un arco a tutto sesto, finestre rettangolari e un balcone in ferro battuto.

- Palazzo Colautti, che risale al '600.
Presenta un portale in pietra con arco a tutto sesto, una piccola finestra quadrata con inferriata e un balcone.
Sul palazzo vi sono alcune iscrizioni latine che raccontano la sua storia. Nella parte bassa di Siderno troverete:

- La Chiesa di Maria SS. di Portosalvo, costruita nel 1700, fu ditrutta dal terremoto del 1908 e in seguito ricostruita.
Sorge nel cuore della Siderno moderna.
Ricostruita dopo il terremoto e presenta una facciata ornata da lesene dotate di capitelli e coperta da uun timpano.

Il portale è in bronzo ed è opera dello scultore Correale: è composto da otto pannelli raffiguranti l'Annunciazione, la Natività, la Fuga in Egitto, l' Incontro con Elisabetta, le Nozze di Cana, la Deposizione, la Pentecoste e l' Assunzione.

Al fianco della chiesa sorge un campanile di 33 metri.
Le quattro campane hanno ciascuna un significato particolare: la campana posta a nord simboleggia la fede del popolo, quella a sud la fede dei commercianti, quella posta ad est simboleggia la fede dei pescatori mentre quella ad ovest la fede della gente umile.
L'interno è suddiviso in tre navate.
Da notare la statua lignea della Madonna di Portosalvo nell'abside centrale, oltre al pulpito e alla fonte battesimale in marmi policromi.

- La Chiesa di Santa Maria dell'Arco, che prende il nome di Chiesa di Santa Caterina dal nome del rione in cui sorge. La chiesa, nella parte moderna di Siderno, fu costruita nel 1536 ma fu danneggiata più volte dai terremoti e ricostruita alla fine dell''800.

Ha una struttura molto semplice, una facciata sobria e l'interno ad una navata.
Sull'altare del 1709 si trovano la statua lignea della Madonna dell'Arco risalente forse al XIX secolo e una tela del XVIII secolo raffigurante Cristo che consegna la chiavi a San Pietro.

- Casa Albanese, dove si riunivano gli oppositori del regime fascista durante la II Guerra Mondiale.
Edificata nel 1770 dalla famiglia Albanese presenta una facciata decorata da finte lesene e un tetto terrazzato. E' circondata da un grande giardino nel quale sorge una colonna greca.

- Villa Albanese, regalo di nozze per la figlia di Giovanni Albanese fu costruita nel 1920.
La villa in stile liberty è circondata da un ampio parco.

- Palazzo Audino, un raffinato palazzo edificato nel XIX secolo.
Presenta delle decorazioni molto eleganti sulle finestre e balconcini in ferro battuto.

- Il Monumento bronzeo ai Caduti, dedicato a Michele Bello ed ai caduti della I Guerra Mondiale, fu scolpito nel 1924 ad opera di Michele Guerrisi.
Raffigura un soldato che tiene un pugnale nella mano destra, mentre con la sinistra regge un angelo alato. Poggia su un piedistallo di marmo bianco, su cui si trovano l'epigrafe dedicata al Martire scritta dallo stesso scultore e un elenco di nomi di alcuni dei caduti.

- Il Monumento bronzeo al Marinaio, simbolo della città di Siderno. Realizzato nel 1990 da Giuseppe Correale, raffigura la vita del marinaio.
Alla base del monumento vi è rappresentato il mare e il vortice che si allarga verso l'alto simboleggia i pericoli che il marinaio affronta ogni giorno, mentre sull'albero maestro vi sono tre gabbiani, compagni di viaggio.
Sulla vela è inoltre raffigurata la luna.

- Il Busto bronzeo di Michele il Bello, al centro di piazza Cavour.
Dedicato a Michele Bello, ribelle del Risorgimento, è stato scolpito da Giuseppe Correale.

- La Fontana in piazza Risorgimento, realizzata attorno al 1925 fu modificata nel corso degli anni, perdendo parte dell'aspetto originale.
Fu demolita definitivamente e al suo posto fu costruita l'aiuola, decorata con piante e fiori, che rimase in Piazza Risorgimento fino al 1995, anno in cui fu demolita.
Al suo posto vide la luce una nuova fontana decorata con luci e giochi d'acqua.
 



MUSEI

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I reperti rinvenuti nell'area di Siderno sono conservati nei Musei della città di Reggio Calabria.
Tra questi una lamina d'oro risalente al VI-VII sec. d.C. del periodo siro-palestinese, appartenuta alla famiglia De Moja.
Rappresenta l'Adorazione dei Re Magi alla Madonna e al Bambino.




MANIFESTAZIONI

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Le manifestazioni popolari e religiose sono particolarmente sentite dagli abitanti di Siderno, molto legati al folclore e alle tradizioni locali.


Importanti il Natale, il Carnevale, e la Pasqua, durante la quale si svolge la sagra della Sguta, un dolce tipico lungo ben 520 metri, posto su una tavolata che attraversa il corso principale.

Sempre nel periodo pasquale viene organizzata la Svelata, una doppia processione durante la quale si incontrano la Madonna e il Cristo Risorto.

Nel periodo estivo si può assistere, oltre che a manifestazioni organizzate dal comune, anche a sagre di prodotti tipici tra le quali quella del pesce ad agosto.

A settembre la città festeggia invece Maria SS. di Portosalvo, tra musica e giochi pirotecnici.


Tra gli altri eventi culturali ricordiamo il concorso di pittura "Calabria e Arte", il Premio Letterario "Città di Siderno", il Premio "Gelsomino d'Oro".



ARTIGIANATO

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Nella zona di Siderno sono molto diffuse le industrie che si occupano della lavorazione della liquirizia e dell'olio.


Un ruolo importante è occupato dalla lavorazione a mano dei tappeti, che richiamano i motivi greci e bizantini, della ceramica, oltre alla produzione di pipe.v Notevole inoltre la lavorazione di cestini in canna e castagno, secondo le più antiche tradizioni.



GASTRONOMIA

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La cucina tipica di Siderno, come quella del resto della Calabria, è particolarmente ricca di gusto e spezie, soprattutto piccanti. Tra i primi piatti ricordiamo i maccheroni al ragù di maiale, la pasta con le melanzane, le linguine al sugo di pesce, la pasta e fagioli;

tra i secondi, il capretto con le patate, il pescestocco con olive e patate, gli involtini di pescespada, la parmigiana, le alici ripiene;

molti i contorni a base di verdure oltre ad una vasta scelta di formaggi e salumi. Tra i dolci tipici bisogna provare le Naccatole e le San Martine (dolci tipici natalizi), la Sguta (dolce tipico pasquale), la Pignolata, la Cicerata e la Copeta.



SPORT

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Siderno offre a tutti gli amanti dello sport numerosi centri attrezzati nei quali dedicarsi a diverse attività come l'atletica, il calcio, il basket, la pallamano ma anche atletica e ciclismo.


Durante l'anno i suddetti centri ospitano diverse manifestazioni e tornei sportivi di ogni genere, sia a carattere regionale che nazionale.


Siderno possiede inoltre uno stadio molto attrezzato, oltre a campi da calcetto, tennis, minigolf, un centro polifunzionale e il YMCA, un'associazione che si occupa della preparazione sportiva dei giovani a scopo sociale.



PERCORSO NATURALISTICO

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Diga sul torrente Lordo Questa diga, sbarrando il corso del torrente, crea un ambiente naturale di notevole impatto.
Qui, tra gli uliveti, i pini e gli eucalipti, sono previsti percorsi in mountain bike e a piedi, nonché aree pic-nic.
Il mare e la spiaggia A Siderno, definita "perla della costa dei Gelsomini", il mare azzurro e profondo attira nei mesi più caldi dell'anno numerosi turisti.

La spiaggia lunga sei chilometri è attrezzata con diversi stabilimenti balneari dotati di servizi e offre la possibilità di trascorrere piacevolmente lunghe giornate al sole.

Dal lungomare, dove si affaccia la villa comunale, si può godere un'ampia veduta che da Punta Stilo arriva a Capo Spartivento.

Lungomare di notte: Luogo di ritrovo estivo è il lungomare da dove si può ammirare tutta la costa Jonica, da Capo Bruzzano a Punta Stilo.

Il lungo marciapiede è abbellito da aiuole e da una ringhiera in ferro battuto la cui lavorazione raffigura delle foglie che richiamano la vegetazione mediterranea.

Lungo i due chilometri di strada si possono ammirare numerosi bar, ristoranti, campo da golf e campi da tennis.
Tra i vari divertimenti l'attrattiva è l'acquascivolo e per i più piccoli non passano inosservate le giostre.

Da non dimenticare sono le ville: quella comunale con una vegetazione tropicale e l'altra con una vegetazione predisposta in modo tale da formare un labirinto.

Sono presenti inoltre due monumenti bronzei uno raffigurante S. Francesco e l'altro il monumento al marinaio.



COLLEGAMENTI

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E' possibile raggiungere Siderno in auto:
autostrada A3 con uscita a Rosarno; imbocco Strada Grandi Comunicazioni Jonio-Tirreno con uscita Marina di Goiosa Jonica, direzione Sud per Siderno.

In treno:
Ferrovie dello Stato - linee Roma-Napoli-Lamezia T. e Catanzaro-Siderno;

In Autobus:
da Reggio Calabria, Catanzaro, Roma, Milano.

In aereo:
Scegliendo gli Aeroporti di Reggio Calabria e Lamezia Terme.



Ricorrenze

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Siderno, come il resto della Calabria, è culla di numerose tradizioni ed usanze popolari, alcune delle quali vengono tutt'oggi tramandate di generazione in generazione.
Molto sentite sono soprattutto le manifestazioni a carattere religioso, anche se negli ultimi tempi si è mostrato un notevole interesse verso gli avvenimenti culturali.

Febbraio:

Carnevale Sidernese:
A Siderno il Carnevale è particolarmente sentito da grandi e piccini. In questi giorni nelle strade della città regnano euforia e colori, che raggiungono l'apice durante la sfilata delle maschere, tra musica, giocolieri e bancarelle di prodotti tipici.

Aprile:

La "Svelata"
La domenica di Pasqua, tra le strade di Siderno e in mezzo ad una folla di fedeli, sfilano in processione le statue della Madonna e quella del Cristo risorto.
La processione avviene in diverse tappe:
1. La statua del Cristo, issata dai componenti della Confraternita, viene portata fuori dalla chiesa preceduta da quella di San Giovanni.
2. La statua di San Giovanni viene portata di fronte alla statua della Madonna, per avvertirla della resurrezione del Figlio.
3. La Statua di San Giovanni viene portata allo stesso modo di fronte a quella del Cristo per avvertirlo che la Madonna lo sta attendendo.
4. La statua del Santo viene nuovamente portata di fronte a quella della Madonna, per comunicarle che il Figlio sta per arrivare.
5. Le statue di Gesù e della Madonna vengono così portate l'una di fronte all'altra e insieme alla statua di San Giovanni.
Inizia la processione.

Sagra del dolce pasquale:
Il lunedì dell'Angelo viene organizzata la Sagra del dolce pasquale, chiamato a Siderno "Sguta". La particolarità di questa sagra sta nella lunghezza del dolce.
La Sguta è infatti lunga 520 metri e posta su una tavolata che percorre tutto il corso principale.
Alla fine della manifestazione, tra canti e musiche popolari la Sguta viene offerta a tutti i partecipanti alla sagra.

Aprile - Maggio:
Festa del Gelsomino
La festa del Gelsomino si svolge dal 30 aprile all'8 maggio nelle vie della città. In questi giorni tutti i cittadini si impegnano ad adornare le strade e le proprie case con profumate piante di gelsomini, in modo da preparare Siderno all'arrivo del turista.
Il gelsomino da secoli è la pianta caratteristica della Locride, usata spesso per produrre essenze e profumi.

Maggio:
Premio Letterario "Città di Siderno":
Il Premio Letterario, organizzato dalla Pro-Loco, si rivolge a tutti gli scrittori calabresi.
Organizzato dal presidente Aldo De Leo, è quest'anno alla sua prima edizione. Maggio:
Manifestazione del 1° maggio

Luglio - Agosto:
Estate Sidernese:

Il caldo estivo, insieme ai colori e alle belezze della Locride, richiama ogni anno numerosi turisti provenienti da tutte le parti del mondo.
Per questo motivo la città organizza manifestazioni culturali di ogni tipo, mostre locali artigianali e sagre.
Tra le più importanti: la festa del turista, la sagra del pesce, il festival della canzone popolare, la Regata di Ulisse che prevede una fiaccolata in mare. Tutte le manifestazioni sono organizzate per diffondere la cultura e le tradizioni della Locride non solo tra i turisti ma anche tra i Sidernesi stessi.

Settembre:
Festa di Maria SS. di Portosalvo


Ottobre:
Premio "Gelsomino d'Oro":

Il Premio è stato istituito dalla Pro-loco negli anni '70 come riconoscimento verso i calabresi che in vari campi hanno contribuito alla crescita economica, culturale e morale della Calabria.
Con la targa d'oro che riproduce il profumato gelsomino, sono stati premiati artisti, industriali e docenti.



ITINERARIO CULTURALE

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Siderno Superiore - Centro Storico

Mura cinquecentesche:
della cinta muraria del '500 restano solo pochi resti. La cinta muraria fu innalzata da Vincenzo Carafa. Tra il XVII e il XIX secolo venne in parte demolita per esigenze urbanistiche mentre la torre fu completamente distrutta dal terremoto del 1908.
In passato le porte della città erano tre: la Porta di Salita Arco, la porta verso Passioti e Pozzilloni e la porta nel quartiere Ianora.
Resti del Convento dei padri Domenicani:
distrutto nel 1783 dal terremoto che rase al suolo anche altre cinque chiese. Il convento risale alla prima metà del '600. Fu danneggiato dal terremoto del 1783 ma restaurato e riaperto nel 1798.
Nel 1809 fu occupato dai Francesi e tutti i beni contenuti al suo interno furono venduti all'asta. Il convento fu acquistato in seguito dalla famiglia Macrì per passare poi ai Campoliti, i quali lo usarono per abitazione privata. Oggi del convento restano solo pochi resti, tra i quali il chiostro.

Chiesa del SS. Rosario.
l'edificio barocco era un tempo annesso al convento di San Domenico.
Costruita nel XVII secolo presenta la classica pianta basilicale.
Dell'edificio restano oggi una campana del 1723 che raffigura la Madonna del Rosario, San Domenico e Santa Caterina, le mura perimetrali esterne e alcune cappelle laterali, tra le quali quella dei Correale Santacroce che conserva il sepolcro in marmo bianco del 1651 con lo stemma della famiglia e quella della famiglia Mazziotta.

Chiesa Matrice di San Nicola di Bari.
Stando alle testimonianze raccolte nell'Archivio Segreto Vaticano nel 1641 a Siderno vi erano numerose Chiese tra la quali quella arcipretale di San Nicola di Bari e tre parrocchiali (SS. Annunziata, S. Caterina V. e M., S. Maria dell'Arco).

La Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari.
Ubicata nell'omonima piazza, è stata fondata nel periodo normanno (sec. XI). Nel 1664 è stata elevata ad Arcipretura, conservando il titolo greco-bizantino di Protopapale, e il primo arciprete fu Andrea Prochilo da Martone, di cui resta la pregevole lastra sepolcrale, rinvenuta nel 1998 durante alcuni lavori di scavo nella adiacenze della Chiesa.
L'edificio sacro è stato ricostruito nel sec. XVII con chiara ispirazione tardo-rinascimentale.
E' difficile poter rilevare l'architettura e l'andamento planimetrico originari.
Della struttura originaria conserva probabilmente la struttura a tre navate e i bellissimi pilastri in pietra locale, che nel corso del XIX sec. erano stati coperti con stucchi.
Nel 1742 la porta d'ingresso della Chiesa fu posta ad oriente, perché originariamente era situata secondo l'uso greco ad occidente. Il prospetto, dalle linee semplice ed austere si articola nell'ambito di una impaginazione canonica: presenta due monofore laterali, un occhio centrale.
Al centro, preceduto da una breve scalinata, si apre il portale litico di provenienza locale, ornato da colonnine con capitello ionico, rette da plinti che sorreggono un'architrave con coronamento decorativo a timpano curvilineo.
In una piccola nicchia sul portale è collocata una statuetta marmorea quattrocentesca, leggermente aggettante, raffigurante San Nicola benedicente, Patrono di Siderno e titolare dell'Arcipretrura.
Consacrata dal vescovo Giuseppe M. Pellicano nel 1823, ha subito gravi danni durante i terremoti del 1783 e del 1908.
Riaperta al culto il 28 ottobre del 1930. è stata benedetta dal Vescovo Mons. Chiappe.

Altare Maggiore (1775): monumentale composizione in stile barocco, capolavoro del celebre artista partenopeo Vincenzo Trinchese, in marmi policromi con intarsi e rilievi decorativi.
Prezioso e degno di nota è il frontale del tabernacolo con rilievi figurativi a bassorilievo e la balaustra in marmi policromi della stessa struttura, a transenna barocca.

Cappella del Santissimo Sacramento:
situata in cornu Epistulae, è costituita da un'aula con volta sontuosamente decorata a stucchi e affreschi, che versano in cattivo stato di conservazione.
Notevole è l'artistico altare in marmi policromi, ornato di un fastoso baldacchino marmoreo, opera di maestranza siciliane, realizzato a nel 1751 su commissione della Confraternita del SS. Sacramento.
La porticina del Tabernacolo è opera di argenteria partenopea ottocentesca, ha raffigurato a sbalzo l'Agnello seduto su un trono di nubi, da cui si diparte una raggiera.

Cappella della Madonna del Lume o della Luce (sec. XVIII):
si apre in fondo alla navata di destra, ha un altare marmoreo, in stile barocco, costruito dall'Arciprete Correale, come si legge nel medaglione in pietra, datato 1742, posto sulla fastosa cimasa; nel Paliotto dell'altare vi è lo stemma marmoreo del Vescovo sidernese Giovanni Battista Correale.
Nella pala d'altare è raffigurata la Madonna della Luce, olio su tela di buona fattura (sec. XVIII): il gruppo pittorico, dalla tradizionale composizione raffigura la Madonna col Bambino che libera un'anima dalle fauci spalancate del mostro infernale.

Altare di San Giuseppe: situato nella navata di destra, datato 1883, restaurato nel 1963, reca nel paliotto lo stemma marmoreo della Famiglia Correale Santacroce.
Sul fastigio, racchiusa in una cornice di stucco moderna, è posta la tela del 1830 che raffigura San Giuseppe con Gesù Bambino vicino al suo tavolo da lavoro con gli arnesi da falegname.
Altare del Cuore Immacolato di Maria: ricca composizione in marmi policromi, opera serrese del XIX sec., ha nella nicchia centrale la sontuosa statua del Cuore Immacolato di Maria, opera lignea policroma del XIX sec., di scuola serrese: la Vergine è raffigurata a braccia aperte nell'atto dell'accoglienza, in veste chiara e manto azzurro stellato. Un cuore raggiato, sormontato da una fiamma, aggancia il ricco mantello sul petto della Madonna.
La Madonna
, in posizione eretta, è adagiata sul globo del cielo, attraversato dalla fascia trasversale delle costellazioni, da cui fuoriescono i corni della luna, realizzati in rame.
La Madonna schiaccia coi piedi il serpente infernale, alludendo così al suo Immacolato Concepimento.

Coro (1702): complessa opera lignea in noce massiccia con doppio ordine di panche (testimonianza significativa del ruolo storico della Chiesa Protopapale che contava nei tempi passati un numero cospicuo di clero operante), che riveste il perimetro dell'abside settecentesca.
La struttura attuale è sicuramente il frutto di più rimaneggiamenti: sul primo ordine si panche si inserisce un secondo ordine più rialzato, adornato da postergali scolpiti con ricche cornici scandite da lesene scanalate e capitelli corinzi.
Il tutto è concluso da un pregevole fastigio classicheggiante ad aggetto.
Gli stalli sono in cattivo stato di conservazione.
Fastigio ligneo (1694): monumentale opera lignea, capolavoro della scultura roglianese, datato 1694.
E' da considerarsi tra le prime e più illustri testimonianze del barocco roglianese in provincia e, quindi, nella Diocesi, oltre ad essere oggi l'unica traccia di tale committenza ancora visibile.
Il fastigio è l'unica parte superstite della macchina d'altare scomposta, spostata e reintegrata in diversi momenti e con certezza completata nel 1775 con l'arrivo dell'altare maggiore napoletano.
L'opera è strutturata secondo i canoni classici, movimentata dal superbo intaglio che riveste l'intera superficie: le colonne tortili presentano un ricco motivi a pampini e uva, che ne percorre l'intera scanalatura e fanno da contorno alla cornice lavorata a motivi acantinei classicheggianti.
Sulla cimasa, che conclude l'insieme, spiccano due volute a coda di delfino con angeli musicanti e quadro dell'Eterno Padre, raffigurato in atteggiamento benedicente, che regge con la mano sinistra il globo dell'universo e porta raffigurata nel petto inscritta in un cerchio dorato la colomba, simbolo dello Spirito Santo.
Il fastigio è opera di intagliatori calabresi (scuola di Rogliano) del sec. XVI,.necessita di un urgente intervento di restauro scientifico conservativo.
Madonna della Consolazione (sec. XVII): grande tela dipinta, collocata al centro del fastigio ligneo appena descritto, con cornice in oro zecchino, è stata acquistata a Roma dall'Arciprete Protopapa Andrea Prochilo nel 1694, come testimonia l'iscrizione nel cartiglio posto alla base del fastigio.Il dipinto raffigura la Madonna seduta su un trono di nubi, con il Bambino fra le braccia, mentre viene incoronata da due angeli; ai lati sono rappresentati San Nicola di Bari, titolare della Parrocchia e patrono dell'antica Città di Siderno, e San Giuseppe; Maria, Giuseppe e Nicola sono i tre astri della nascente Chiesa cristiana, che sin dalle origini i sidernesi hanno considerato guide sicure e baluardo di difesa al punto di volerli raffigurare nello stesso stemma civico della antica Universitas Sideronis e dell'attuale Comune di Siderno, dove troviamo il mare sormontato appunto da tre stelle
Ai lati della grande pala d'altare sono collocate sei piccole tele risalenti ai secoli XVII e XVIII:Martirio di San Gennaro, dove il Santo è raffigurato in ginocchio con le mani giunte mentre attende il colpo di sciabola del carnefice.

Santissimo Sacramento, questa tela presenta la raffigurazione di un ostensorio su una coltre di nuvole sorretto da tre angeli in adorazione. Assunzione della Vergine Maria: la Madonna è assisa in alto fra le nubi, attorniata da putti alati, in basso si vedono gli Apostoli, che guardano il sepolcro della Vergine vuoto.
Madonna delle Grazie: la Vergine è in atto di allattare il Figlio, a lato è collocata la figura del Battista in adorazione del Bambino.
San Vincenzo Ferrer: il frate domenicano di Valencia, detto 'tromba dello Spirito', indica con la mano destra l'alto, cioè Dio.
Adorazione dei Magi: in primo piano è posta la Madonna raffigurata mentre presenta il Figlio ai tre re, venuti dall'Oriente per portare i loro doni al Messia.
SCULTURE
Santa Caterina d'Alessandria (sec. XVI): statua marmorea di scuola gaginesca, proveniente dalla Parrocchia diruta di S. Caterina V. e M.
La Santa, avvolta in un ricco panneggio, è raffigurata in atteggiamento austero, tiene nella mano sinistra il Vangelo e nella destra l'elsa di una spada, la cui lama argentea è andata dispersa; la gamba destra poggia sulla testa dell'imperatore pagano; in basso a destra è scolpita una parte di ruota dentata, che allude al martirio della Santa.

San Nicola di Bari (sec. XVIII): statua lignea policroma scolpita a tutto tondo.
L'antico Patrono di Siderno è rappresentato in sontuosi paramenti vescovili latini, con mitria, piviale e pallio, dalla maestosa postura arricchita dal gioco del panneggio.
Regge con la mano sinistra il pastorale e il Vangelo sormontato da tre sfere dorate, che il giovane Nicola regalò a tre fanciulle povere; la mano destra è levata in alto in posizione benedicente.
Ai piedi della statua si trovano i tre bambini del noto miracolo, anch'essi in legno a tutto tondo, che balzano fuori dalla tinozza. La statua è opera di bottega meridionale, probabilmente serrese.
San Francesco di Paola (sec. XVIII): statua lignea policroma scolpita a tutto tondo, di scuola napoletana. Molto espressivo è il volto del Santo paolano, dalla pelle vizza, intorno a cui si infittiscono la densa capigliatura e la barba ricciuta.
Degno di nota è il fluire della linea dalla mano sinistra a quella destra, il lento curvarsi del corpo, il morbido snodarsi dei piani dalle spalle ai piedi.
Tutta l'immagine è accarezzata da luci smorzate.
Cristo Risorto: statua lignea policroma scolpita a tutto tondo, reca sul basamento la data 1847 ed il nome del committente, l'Arciprete Protopapa Giuseppe Marzano.
Il Redentore è rappresentato nel momento della Risurrezione, colto in movenza agile ed ardita ed è modellato su una nube dipinta d'argento, nell'atto di incedere benedicente, nella mano sinistra reca un vessillo, simbolo della sua gloriosa vittoria sulla morte.
Dalla spalla sinistra discende un mantello rosso svolazzante, che in parte avvolge la figura. La statua è ascrivibile alla scuola serrese ed è grossolanamente ridipinta.
Beata Vergine Addolorata: statua lignea policroma scolpita a tutto tondo, reca sul basamento la data 1871 e del committente Francesco Calautti, che l'ha fatta realizzare per voto.
La Madonna è in atteggiamento di prostrazione con lo sguardo rivolto al cielo, la mano sinistra poggiata sul cuore, mentre la destra, avvolta nel mantello blu scuro, indica la figura esanime del Figlio idealmente deposta per terra.
La veste aderisce al corpo e ne sottolinea le forme; il viso mestissimo ha una grazia sovrumana. Anche questa scultura è da ascrivere alla scuola di Serra San Bruno.

B. V. del Rosario (I metà del sec.XIX): manichino ligneo con alcune parti scolpite a tutto tondo e policrome (testa, mani) e Bambino ligneo, scultura lignea policroma a tutto tondo, rivestiti entrambi con abiti e parrucca di seta.
La Vergine è nell'atto di porgere la Corona del Rosario con la mano destra, con la sinistra regge il Bambino benedicente.
La Statua proviene dalla diruta Chiesa Parrocchiale di S. Caterina V. e M., già del SS. Rosario, annessa all'antico Convento dei PP. Domenicani.
Con il contributo di tutti i parrocchiani ed anche di alcuni devoti della Marina è stata restaurata e riproposta alla venerazione dei fedeli nell'ottobre del 2003, proclamato da Giovanni Paolo II "Anno del Rosario".

Cristo Morto (I metà del sec.XX): statua in cartapesta policroma, collocata in una bara lignea barocca, sormontata da un angelo di legno scolpito a tutto tondo che tiene in mano i simboli della Passione.

Sant'Antonio di Padova (1929) statua in cartapesta policroma, di scuola leccese di buona fattura, è in cattivo stato di conservazione.

ARGENTERIE E PARAMENTI SACRI

Ostensorio (1833): in argento e oro, eseguito a getto, presenta un'ampia base ornata da elementi geometrici di ovuli e baccellature, cui sui campeggiano le figure allegoriche della Fede, che regge in mano un calice sormontato dall'Ostia, e della Speranza, che mostra un'àncora. Il fusto, con globo dorato, stelle e cherubini alati tra le nuvole, sostiene due angeli a tutto tondo, di tipologia berniniana, elegantemente modellati, che abbracciano e sostengono il Cuore fiammeggiante e squarciato di Cristo, su cui si innesta la teca.
La raggiera con fasci grandi e piccoli alternati, arricchita dei simboli eucaristici di manipoli di spighe e dei grappoli d'uva, circonda il cristallo centrale impreziosito da pietre dure.
Il coronamento mistilineo a frontoni trattiene un mazzetto di spighe.
Sotto la base si legge l'iscrizione: Albanese 1833.
Calice (1697): in argento sbalzato e cesellato. Una ricchissima decorazione lo avvolge tutto fino a metà coppa. Sulla base polilobata, lavorata con motivi di volute, tra teste di cherubini a tutto tondo spiccano le figure dei Santi Pietro, che reca in mano le chiavi, Paolo, che tiene la spada e Andrea, che tiene in mano un pesce.
Nel fusto, lavorato a traforo, tra decorazioni e fogliame sono sbalzate la figura centrale del Cristo, tra Giovanni Evangelista e la Vergine Maria (trittico della Risurrezione).
La sottocoppa reca angioletti con i simboli della Passione ed il bordo terminale della coppa dorata è decorato con gigli stilizzati.
Serie di 10 Candelieri (sec. XVIII): in bronzo dorato 6 grandi e 4 piccoli, di pregevole fattura. Si conserva inoltre una serie di reliquiari argentei ai secoli XVII e XVIII: Reliquiario della Santa Croce, in filigrana d'argento, presenta ricchissime e pregevoli volute finemente cesellate sulla base, che si snodano tra ornamenti floreali del fusto, che evidenziano un tipico virtuosismo barocco.
Reliquiario di San Nicola, costituito da una struttura lignea intagliata, rivestita d'argento e lavorati a sbalzo e a cesello. Reliquiario dei Ss. Sergio ed Erasmo, insieme a San Nicola patroni dell'antica Universitas di Siderno. Anche esso rientra nella tipologia dei reliquiari ad ostensorio ed è costituito da una sagoma in legno con rivestimento in argento.
La teca che contiene le reliquie è alta e rettangolare. Reliquiario della B. V. Maria e di San Giuseppe costituito da una struttura lignea intagliata, rivestita d'argento e lavorati a sbalzo e a cesello.
Reliquiario di San Francesco di Paola, il cui culto era molto sentito a Siderno Superiore, anch'esso è costituito da una struttura lignea intagliata, rivestita d'argento e lavorati a sbalzo e a cesello.
Reliquiario di San Francesco Saverio costituito da una struttura lignea intagliata, rivestita d'argento e lavorati a sbalzo e a cesello, purtroppo la reliquia è andata dispersa.

Si conserva inoltre una serie di Paramenti sacri risalenti ai secoli XVII-XIX: Piviale, pianeta, dalmatica e stola di colore bianco: in tessuto di seta, con ricamo a broccato d'oro, presentano una decorazione a sviluppo verticale disposto davanti e dietro su tre parti suddivise in lunghezza da galloni dorati. Il ricamo è costituito da mazzetto di fiori, spighe di grano e tralci di diverse varietà vegetali, in basso, in posizione centrale, è applicata la figura del Patrono San Nicola, ricamata in oro, argento e seta policroma.
Per tali paramenti è necessario un urgente intervento di restauro scientifico conservativo.

Pianeta e stola rossa, in tessuto di seta rossa con ricami in oro, presentano una decorazione a sviluppo verticale disposto davanti e dietro su tre parti suddivise in lunghezza da galloni dorati.
Si presentano in buono stato di conservazione.
Pallio per il baldacchino della processione Eucaristica, in tessuto serio bianco con ghirlande di fiori ricamati in seta policroma.
E' in pessimo stato di conservazione, pertanto è necessario un urgente intervento di restauro scientifico conservativo.

Chiesa di Santa Maria del Carmine:
presenta un bellissimo portale.
Costruita come cappella privata della Famiglia Falletti intorno al XVII secolo, la Chiesa ha una forma ovale e uno stile tardo rinascimentale.
All'esterno, particolare è il portale laterale composto da 24 bugne, ciascuna delle quali conserva dei simboli legati alla religione cristiana.
E' sormontato da un timpano spezzato e dallo stemma di famiglia.
Da notare la statua bronzea della Madonna Immacolata.
All'interno vi sono un altare maggiore, il pulpito ligneo e le statue rappresentanti S.Nicola, S. Giuseppe, l'Immacolata e il Cuore di Gesù.

Chiesa di San Carlo Borromeo:
una chiesa di gusto classico e motivi barocchi.
La sua costruzione risale alla fine del XVI secolo.
All'esterno vi è una facciata classica intervallata da elementi barocchi ed un portale in tufo con un arco a sesto ribassato, finte colonne laterali e un timpano spezzato con all'interno la data 1854.
L'interno, ad una navata, presenta un altare tardo barocco in marmi policromi ed alcune cappelle laterali, tra le quali quella dedicata al beato M. Ligorio.

Palazzo De Mojà:
fu la residenza di una famiglia nobiliare spagnola.
Fu costruito nel XVII secolo e presenta tre livelli.
Il palazzo è caratterizzato da balconcini con cornici a tripla ghiera in pietra, finestre quadrate, un portale in pietra con arco a tutto sesto.
Da qui si accede ad un androne con volta a botte pavimentato a lastroni e ciottolato e ad un atrio dal quale parte una scalinata.

Palazzo Falletti:
appartenuto ad una nobile famiglia di Siderno.
Costruito alla fine del XVII secolo su richiesta della famiglia Falletti presenta tre livelli. Nella facciata principale vi è un portale in pietra con un arco a tutto sesto e bugne miste.
Lo stemma in marmo bianco della famiglia Falletti è ancora visibile sul portale.
Accanto al portale vi sono quattro finestre e un balcone in ferro battuto. In una grata in ferro sono incise le iniziali di famiglia G.B.F.L. (Giovanni Battista Falletti Lamberti).
All'interno vi è un androne coperto da volte a crociera da cui parte una scalinata in pietra.

Portale in granito:
nei pressi della Chiesa di San Nicola.
Il portale in granito, sormontato dallo stemma della Famiglia Falletti, è monumento nazionale.

Palazzo Correale-Santacroce:
magnifico palazzo settecentesco su due livelli.
Il palazzo presenta un portale con arco a tutto sesto nel quale vi è una particolare scultura rappresentante tre volti umani.
All'interno da vedere l'atrio coperto da volta a crociera e la scalinata in pietra.

Palazzo Englen:
edificio nobiliare del XVIII secolo.
Presenta due livelli e una facciata adornata da un portale in pietra con un arco a tutto sesto, finestre rettangolari e un balcone in ferro battuto.

Palazzo Colautti:
sul palazzo alcune iscrizioni latine che raccontano la sua storia.

SIDERNO MARINA

Chiesa di Maria SS. di Portosalvo:
Costruita nel 1700, fu distrutta dal terremoto del 1908 e in seguito ricostruita.
Sorge nel cuore della Siderno moderna. Ricostruita dopo il terremoto e presenta una facciata ornata da lesene dotate di capitelli e coperta da un timpano.
Il portale è in bronzo ed è opera dello scultore Correale: è composto da otto pannelli raffiguranti l'Annunciazione, la Natività, la Fuga in Egitto, l' Incontro con Elisabetta, le Nozze di Cana, la Deposizione, la Pentecoste e l' Assunzione.
Al fianco della chiesa sorge un campanile di 33 metri.
Le quattro campane hanno ciascuna un significato particolare: la campana posta a nord simboleggia la fede del popolo, quella a sud la fede dei commercianti, quella posta ad est simboleggia la fede dei pescatori mentre quella ad ovest la fede della gente umile.
L'interno è suddiviso in tre navate. Da notare la statua lignea della Madonna di Portosalvo nell'abside centrale, oltre al pulpito e alla fonte battesimale in marmi policromi.

Chiesa di Santa Maria dell'Arco:
prende il nome di Chiesa di Santa Caterina, dal nome del rione in cui sorge.
La chiesa, nella parte moderna di Siderno, fu costruita nel 1536 ma fu danneggiata più volte dai terremoti e ricostruita alla fine dell''800. L'attuale chiesa fu aperta al culto nel 1934.

Ha una struttura molto semplice, una facciata sobria e l'interno ad una navata.
Sull'altare del 1709 si trovano la statua lignea della Madonna della Pace del Correale risalente forse al XIX secolo e scolpita da un unico troncodi legno, e una tela del XVIII secolo raffigurante Cristo che consegna la chiavi a San Pietro.
Importanti anche il quadro raffigurante la Madonna dell'Arco, datato 1910, e la statua della Madonna di Lourdes recentemente restaurata.

Casa Albanese:
qui si riunivano gli oppositori del regime fascista durante la II Guerra Mondiale.
Edificata nel 1770 dalla famiglia Albanese presenta una facciata decorata da finte lesene e un tetto terrazzato. E' circondata da un grande giardino nel quale sorge una colonna greca.

Villa Albanese:
il regalo di nozze per la figlia di Giovanni Albanese. Costruita nel 1920, la villa in stile liberty è circondata da un ampio parco.

Palazzo Audino:
un raffinato palazzo edificato nel XIX secolo. Presenta delle decorazioni molto eleganti sulle finestre e balconcini in ferro battuto.

Monumento bronzeo ai Caduti:
dedicato a Michele Bello ed ai caduti della I Guerra Mondiale.
Fu scolpito nel 1924 ad opera di Michele Guerrisi. Raffigura un soldato che tiene un pugnale nella mano destra, mentre con la sinistra regge un angelo alato.
Poggia su un piedistallo di marmo bianco, su cui si trovano l'epigrafe dedicata al Martire scritta dallo stesso scultore e un elenco di nomi di alcuni dei caduti.

Monumento bronzeo al Marinaio:
simbolo della città di Siderno. Realizzato nel 1990 da Giuseppe Correale, raffigura la vita del marinaio.
Alla base del monumento vi è rappresentato il mare e il vortice che si allarga verso l'alto simboleggia i pericoli che il marinaio affronta ogni giorno, mentre sull'albero maestro vi sono tre gabbiani, compagni di viaggio.
Sulla vela è inoltre raffigurata la luna.

Busto bronzeo di Michele il Bello:
al centro di piazza Cavour.
Dedicato a Michele Bello, ribelle del Risorgimento, è stato scolpito da Giuseppe Correale.

Fontana in piazza Risorgimento:
realizzata attorno al 1925 fu modificata nel corso degli anni, perdendo parte dell'aspetto originale.
Fu demolita definitivamente e al suo posto fu costruita l'aiuola, decorata con piante e fiori, che rimase in Piazza Risorgimento fino al 1995, anno in cui fu demolita.
Al suo posto vide la luce una nuova fontana decorata con luci e giochi d'acqua.



Itinerario Folkloristico

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Siderno, come il resto della Calabria, è culla di numerose tradizioni ed usanze popolari, alcune delle quali vengono tutt'oggi tramandate di generazione in generazione.
Molto sentite sono soprattutto le manifestazioni a carattere religioso, anche se negli ultimi tempi si è mostrato un notevole interesse verso gli avvenimenti culturali.

Febbraio:

Carnevale Sidernese:
A Siderno il Carnevale è particolarmente sentito da grandi e piccini. In questi giorni nelle strade della città regnano euforia e colori, che raggiungono l'apice durante la sfilata delle maschere, tra musica, giocolieri e bancarelle di prodotti tipici.

Aprile:

La "Svelata"
La domenica di Pasqua, tra le strade di Siderno e in mezzo ad una folla di fedeli, sfilano in processione le statue della Madonna e quella del Cristo risorto.
La processione avviene in diverse tappe:
1. La statua del Cristo, issata dai componenti della Confraternita, viene portata fuori dalla chiesa preceduta da quella di San Giovanni.
2. La statua di San Giovanni viene portata di fronte alla statua della Madonna, per avvertirla della resurrezione del Figlio.
3. La Statua di San Giovanni viene portata allo stesso modo di fronte a quella del Cristo per avvertirlo che la Madonna lo sta attendendo.
4. La statua del Santo viene nuovamente portata di fronte a quella della Madonna, per comunicarle che il Figlio sta per arrivare.
5. Le statue di Gesù e della Madonna vengono così portate l'una di fronte all'altra e insieme alla statua di San Giovanni.
Inizia la processione.

Sagra del dolce pasquale:
Il lunedì dell'Angelo viene organizzata la Sagra del dolce pasquale, chiamato a Siderno "Sguta". La particolarità di questa sagra sta nella lunghezza del dolce.
La Sguta è infatti lunga 520 metri e posta su una tavolata che percorre tutto il corso principale.
Alla fine della manifestazione, tra canti e musiche popolari la Sguta viene offerta a tutti i partecipanti alla sagra.

Aprile - Maggio:
Festa del Gelsomino
La festa del Gelsomino si svolge dal 30 aprile all'8 maggio nelle vie della città. In questi giorni tutti i cittadini si impegnano ad adornare le strade e le proprie case con profumate piante di gelsomini, in modo da preparare Siderno all'arrivo del turista.
Il gelsomino da secoli è la pianta caratteristica della Locride, usata spesso per produrre essenze e profumi.

Maggio:
Premio Letterario "Città di Siderno":
Il Premio Letterario, organizzato dalla Pro-Loco, si rivolge a tutti gli scrittori calabresi.
Organizzato dal presidente Aldo De Leo, è quest'anno alla sua prima edizione. Maggio:
Manifestazione del 1° maggio

Luglio - Agosto:
Estate Sidernese:

Il caldo estivo, insieme ai colori e alle belezze della Locride, richiama ogni anno numerosi turisti provenienti da tutte le parti del mondo.
Per questo motivo la città organizza manifestazioni culturali di ogni tipo, mostre locali artigianali e sagre.
Tra le più importanti: la festa del turista, la sagra del pesce, il festival della canzone popolare, la Regata di Ulisse che prevede una fiaccolata in mare. Tutte le manifestazioni sono organizzate per diffondere la cultura e le tradizioni della Locride non solo tra i turisti ma anche tra i Sidernesi stessi.

Settembre:
Festa di Maria SS. di Portosalvo


Ottobre:
Premio "Gelsomino d'Oro":

Il Premio è stato istituito dalla Pro-loco negli anni '70 come riconoscimento verso i calabresi che in vari campi hanno contribuito alla crescita economica, culturale e morale della Calabria.
Con la targa d'oro che riproduce il profumato gelsomino, sono stati premiati artisti, industriali e docenti.



Gastronomia e ricette

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a cucina tipica di Siderno, come quella del resto della Calabria, è particolarmente ricca di gusto e spezie, soprattutto piccanti.

Tra i primi piatti ricordiamo i maccheroni al ragù di maiale, la pasta con le melanzane, le linguine al sugo di pesce, la pasta e fagioli; tra i secondi, il capretto con le patate, il pescestocco con olive e patate, gli involtini di pescespada, la parmigiana, le alici ripiene; molti i contorni a base di verdure oltre ad una vasta scelta di formaggi e salumi.
Tra i dolci tipici bisogna provare le Naccatole e le San Martine (dolci tipici natalizi), la Sguta (dolce tipico pasquale), la Pignolata, la Cicerata e la Copeta.

Passeggiando tra le strade della città capita di imbattersi in ristorantini e locali caratteristici, nei quali degustare i piatti tipici della terra della Locride.
La gastronomia di Siderno e' caratterizzata da sapori semplici e piccanti, tipici della cultura culinaria calabrese che si basa principalmente sui prodotti della propria terra.
Ecco alcuni dei piatti più caratteristici di questa città.


ANTIPASTI:

Olive in salamoia: La zona della Locride è la zona ideale per la produzione delle olive.
La Locride è la zona ideale per la coltivazione delle olive, grazie al clima davvero favorevole che la rende una delle zone più ricche di uliveti.

Ricetta
Ingredienti: olive verdi, acqua, sale, aromi
Preparazione: La raccolta delle olive richiede molta attenzione e cura: dopo essere state staccate dai rami, le olive verdi vengono direttamente messe in alcuni contenitori pieni d'acqua per 6/7 giorni per pulirle.
In seguito vengono poste in contenitori di vetro pieni d'acqua, alla quale vengono aggiunti sale e aromi. Si consiglia di consumarle dopo circa sei mesi, il tempo giusto per far scomparire il gusto acre delle olive.

Olive schiacciate: frutto dell'amore per la tradizione.
La Locride è la zona ideale per la coltivazione delle olive, grazie al clima davvero favorevole che la rende una delle zone più ricche di uliveti.

Ricetta
Ingredienti: olive acerbe, acqua, sale, aromi
Preparazione: Le drupe ancora acerbe vengono vengono staccate dall'albero e schiacciate ad una ad una con oggetto non troppo pesante, facendo attenzione a non rompere il nocciolo, che verrà asportato successivamente.
Le olive vengono messe a mollo in acqua per una settimana, avendo cura di cambiare l'acqua ogni giorno, siaper lavarle che per eliminare un pò del loro sapore acre.
Dopo una settimana, le olive vengono sciacquate e poste in contenitori di vetro con sale e aromi, schiacciandole man mano che si riempie il contenitore.
E' possibile consumarle dopo circa 15 giorni.

PRIMI PIATTI
Maccheroni al ragù di maiale: Tutto il sapore della pasta fatta in casa
Molti dei primi piatti della tradizione culinaria di Siderno sono a base di carne, soprattutto di maiale.

Ricetta
Ingredienti: 500 gr di maccheroni, 800 gr di pomodori, 600 gr di carne di maiale, sale,un pezzo 1 cipolla
1 carota 1 gambo di sedano aglio 1 mazzetto di prezzemolo pecorino grattuggiato olio d'oliva 1/2 bicchiere di vino rosso sale
Preparazione:
Una volta sbollentati, pelate i pomodori e tagliateli a pezzetti. In un tegame di terracotta versate dell'olio e fate soffriggere il sedano, la cipolla, la carota, l'aglio, tritati precedentemente. Al soffritto unite quindi la carne di maiale che farete cuocere a fuoco lento. Al tutto aggiungete un pò di vino rosso e i pomodori.
Mentre la carne cuoce a fuoco lento, fate bollire in una pentola dell'acqua nella quale farete cuocere i maccheroni.
Una volta pronti unite al sugo e spolverate con del pecorino.

Pasta con le melenzane: Un piatto ricco dal sapore mediterraneo
La pasta con le melenzane, nonostante sia uno dei piatti più semplici da preparare, conserva tutto il sapore della cucina mediterranea.

Ricetta
Ingredienti:
400 gr di maccheroncini rigati, 500 gr di pomodori per salsa, 2 melanzane, basilico, aglio, sale
olio d'oliva
Preparazione:
una volta sbucciate, tagliate le melanzane a dadini e mettetele sotto sale in uno scolapasta, in modo da eliminare il gusto amaro. Dopo circa 1 ora lavatele e friggetele insieme allo spicchio d'aglio. Nella stessa padella nella quale avete fritto le melanzane, saltate i pomodori.
In una pentola d'acqua portata a bollore cuocete i maccheroncini. A fine cottura la pasta è pronta per essere condita con le melanzane e i pomodori.

Pasta e fagioli: Alla riscoperta degli antichi sapori
Piatto tipico della tradizione contadina, lo ritroviamo sulle nostre tavole con tutto il sapore di una volta.

Ricetta
Ingredienti:
350 gr di pasta corta, 200 gr di cotenna di maiale, 200 gr di fagioli secchi, 1 gambo di sedano semi di finocchio, sale, pepe, olio d'oliva
Preparazione:
Mettete i fagioli a mollo in acqua fredda per l'intera notte precedente alla preparazione.
In una pentola con dell'olio, fate soffriggere il sedano a pezzettini insieme ai semi di finocchio. Al soffritto unite 1/2 lt di acqua fredda e i fagioli, lasciando cuocere.
Raschiate e pulite bene la cotenna e cuocetela in 1 lt d'acqua per 20 minuti. Una volta scolata, immergetela in acqua fredda, tagliatela a striscioline e unitela poi ai fagioli. Aggiungete sale e pepe.


SECONDI
Pescestocco con olive e patate: il sapore del mare sulle nostre tavole
Oltre ai piatti a base di carne, tipici della Locride sono soprattutto quelli a base di pesce come vuole l'ottima tradizione marinara della zona.

Ricetta
Ingredienti: 800 gr di pescestocco, 200 gr di olive nere, salsa di pomodoro, 1 kg di patate, olio di oliva, sale, peperoncino piccante
Preparazione:
Fate soffriggere in una casseruola le patate, tagliate precedentemente a fette e lavate, insieme al pescestocco a pezzi e 1/2 bicchiere d'acqua. Il tempo di cottura è di 15 minuti. Una volta assorbita l'acqua, aggiungete olive, capperi, peperoncino e salsa di pomodoro. Lasciate cuocere per 20 minuti.

Capretto con le patate: Il sapore della cultura contadina

Tra le ricette tramandateci dai contadini e dai pastori vi è anche questa ricetta a base di capretto, uno degli alimenti più diffusi in Calabria insieme alla carne di maiale.

Ricetta
Ingredienti per 4 persone:
1 kg di carne di capretto a pezzi, 2 spicchi d'aglio, 1 mazzetto di prezzemolo, 1 kg di patate, sale, pepe, olio d'oliva
Preparazione: Pelate e tagliate a grosse fette le patate e ponetele in uno strofinaccio in modo che non si anneriscano.
In una teglia unta d'olio disponete la carne, le patate, l'aglio, il prezzemolo, il sale e il pepe. Infornate a 180° per circa 1 ora.

Alici ripiene: una delizia per chi ama il pesce
La tradizione marinara di Siderno ha tramandato piatti a base di pesce dal gusto semplice ma delizioso. In ogni boccone si gusta il sapore del mare.

Ricetta
Ingredienti:
800 gr di alici 100 gr di pangrattato, 50 gr di pecorino grattuggiato, farina bianca, prezzemolo, aglio, 3 uova, olio, sale
Preparazione:
Pulite le alici, privandole delle interiora, delle lische e delle teste e lasciatele a sgocciolare.
Sbattete le uova in una terrina insieme all'aglio, al prezzemolo, al pan grattato, al sale e al pecorino. Con la pastella ottenuta riempite le alici e passatele nell'uovo e nella farina. Friggetele in abbondante olio.

Involtini di pescespada:
Ricetta
Ingredienti per 4 persone: 800 gr di pescespada a fette, 30 gr di pecorino grattuggiato, 150 gr di mozzarella, olio d'oliva, prezzemolo, vino bianco secco, aglio, sale
Preparazione: Su ogni fetta di pescespada disponete una fetta di mozzarella e un pò di impasto fatto di pecorino, aglio e prezzemolo tritati. Arrotolate le fette, chiudetele con degli spiedini di legno e disponetele in una casseruola con un pò di olio. Dopo averle fatti rosolare sfumatele con il vino. Lasciate cuocere per 10 minuti.

Parmigiana:
Ricetta:
Ingredienti: 1,500 gr. di melanzane, olio per friggere, sale, 3 uova, 1 mozzarella, basilico, salsa di pomodoro, 75 gr. di parmiggiano grattugiato, pangrattato
Preparazione: Sbucciate le melanzane, tagliatele a fettine e mettetele sotto sale. Dopo qualche ora lavatele bene e asciugatele. Friggetele in una padella con abbondante olio e disponetele in un piatto con della carta assorbente.
Intanto tritale le uova che avrete fatto precedentemente rassodare, aggiungete la mozzarella tagliata a dadini, il pangrattato e il parmiggiano.
In una teglia unta d'olio, disponete le melanzane a strati, alternando ad ogni strato la salsa di pomodoro e il preparato. Terminate con uno strato di melanzane e mozzarella. Infornate a 100° circa per una decina di minuti.


DOLCI
Crostini di grano:
Il loro gusto si avvicina a quello dei biscotti.
Nei tempi antichi il pane non veniva prodotto tutti i giorni, ma una o due volte al mese. Per questo motivo, quando si faceva il pane, c'era la necessità di produrre anche dei biscotti che potessero essere mangiati anche dopo giorni. Nasce così il crostino, detto in dialetto "U viscottu".
I prodotti utilizzati per la produzione sono tutti di origine locale, come la farina integrale di grano e il lievito. La lavorazione è molto semplice, simile a quella del pane.
Vengono serviti soprattutto con peperoni arrostiti e pomodorini di cramara a mo' di bruschetta.

Ricetta:

Ingredienti: farina integrale, lievito, sale e acqua.

Preparazione: Miscelate la farina integrale all'acqua, al sale e al lievito fino ad ottenere un impasto denso che verrà diviso in piccoli panini, ciascuno dei quali verrà a sua volta diviso a metà.
Lasciate cuocere il crostino nel forno a legna per circa 1 ora ad una temperatura di 180°/200°.

Nacatole:
E' il dolce tipico del periodo natalizio.
L'attenta preparazione e il sapore dei prodotti genuini, fanno delle Nacatole il dolce più saporito del Natale della Locride, insieme alle Sammartine.

Ricetta:
Ingredienti: 500 gr. di farina 00, 500 gr. di lievito, 4 uova, 200 gr. di zucchero,125 gr. di olio

Preparazione:
Disponete la farina a fontana e aggiungete due uova intere, due tuorli, lo zucchero e l'olio.
Con la pasta ottenuta fate delle ciambelle che lasciatele lievitare per due ore circa, ben coperte da un canovaccio. Una volta pronte, friggete le ciambelle in una padella con abbondante olio.

Sguta:
La Sguta, chiamata anticamente "'Nguta" è un dolce pasquale tipico delle zone della Locride.
E' un prodotto che viene preparato per il giorno di Pasquetta soprattutto dalle famiglie popolari. In particolare nella città di Siderno, viene prodotta una Sguta di 520 metri posta su una tavolata che attravarsa tutto il corso principale.
Gli ingredienti utilizzati sono molto semplici: farina, lievito, acqua, uova e zucchero. La preparazione richiede un pò di tempo, soprattutto per quanto riguarda la lievitazione della pasta (dalle 4 alle 8 ore).
Il sapore è dolce e la forma è simile a quella di un panino. Al centro ha un uovo sodo.
La Sguta viene spesso gustata con fave, soppressata, capicollo che ne esaltano la dolcezza.

Ricetta

Ingredienti: 1kg di farina di grano tenero, lievito naturale, 4 uova, 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva, 250 gr di zucchero, acqua

Preparazione: Impastate la farina a mano con acqua, uova, zucchero e lievito. Una volta preparato l'impasto mettetelo a lievitare in un luogo asciutto per un tempo che va dalle 4 alle 8 ore.
Quando l'impasto risulta lievitato, ponete al centro di esso un uovo sodo. Il tutto viene infornato per 40 minuti ad una temperatuta di 150°.

Sammartine:
Il nome di questi dolci natalizi, deriva dal fatto che di solito venivano prodotti il giorno di San Martino per essere consumati durante la festa del vino.

Le Pitte,
come vengono chiamate in dialetto, vengono prodotte soprattutto nelle zone della Locride.
I prodotti utilizzati sono diversi: farina, acqua, zucchero, strutto, fichi secchi, uova, mandorle, noci, uva passa, vin cotto, scorza di mandarino, spezie.
La preparazione che avviene in due fasi, quella della pasta, detta pittula, e quella dell'impasto, richiede molta pazienza.

Le sammartine
vengono servite come dolce a fine pasto, accompagnate un ottimo vino greco di Bianco.

Ricetta
Ingredienti: 1,500 kg di farina 00, 150 gr di zucchero, acqua, 400 gr di strutto, 1 kg di fichi secchi, 5 gr di ammoniaca per dolci, 4 uova, 500 gr di mandorle sgusciate, 200 gr di noci, uva passa, vin cotto, scorza di mandarino, cannella, punte di garofano

Preparazione: Per preparare la pasta occorre impastare la farina insieme all'acqua e allo zucchero. Una volta pronta si lascia riposare in luogo asciutto per un paio d'ore.
L'impasto richiede invece molta pazienza: prima di tutta bisogna pulire i fichi secchi dai peduncoli, tagliarli in piccolissime parti e infornarli insieme alle mandorle, precedentemente sbucciate e tagliuzzate.
Una volta tostati, unite i fichi e le mandorle al vin cotto, alla scorza tagliuzzata del mandarino, alla cannella, alle punte di garofano, all'uva passa e allo zucchero. Fate cuocere l'impasto a fuoco lento fino a quando non si amalgama per bene.
Una volta fatta riposare, tagliate la pasta in piccoli quadratini della grandezza di 10 cm, riempiteli con l'impasto e chiudeteli a sacchetto.
Una volta pronte, le Sammartine vengono infornate a 150°.

Susumelle:
Servìti anche come dessert, sono ideali dopo un pasto a base di carni grasse.
Di origine antica, le susumelle vengono prodotte in diverse località della Locride tra novembre ed aprile. La copertura al cioccolato permette una più duratura conservazione del prodotto.
Gli ingredienti sono semplici: farina, lievito naturale, acqua, strutto, uova, miele, cannella, limone, sale, per la preparazione della pasta; per la glassa vengono invece utilizzati: zucchero, cioccolato fondente o miele.
Come per le sammartine, la preparazione delle susumelle viene realizzata in due fasi, una per l'impasto interno e una per la glassa.

Ricetta
Ingredienti: 500 gr di farina di grano tenero, 25 gr di lievito naturale, 150 gr di strutto, 3 uova, 3 cucchiai di miele, cannella, acqua, limone, sale, cioccolato fondente

Preparazione: Sciogliete il lievito nell'acqua insieme a 50 gr di farina e lasciatelo lievitare in un recipiente con dell'acqua. Unite al resto della farina il panetto, una volta venuto a galla, i tre tuorli d'uovo, la cannella e l'acqua.
Dopo aver lavorato a lungo la pasta, lasciatela riposare per circa 15 minuti. Con l'aiuto di un mattarello stendetela e tagliatela per ottenere delle forme oblunghe. Disponete queste ultime in una teglia, precedentemente oleata, e infornate a 200°.
Intanto sciogliete sul fuoco il cioccolato con il quale ricoprirete le susumelle. In alternativa il cioccolato può essere sostituito da miele o zucchero.

Cicerata: un dolce dall'antico sapore.
E' uno dei piatti più antichi e semplici della tradizione culinaria della Locride. A base di ceci, questo dolce viene ancora preparato seguendo gli antichi procedimenti.

Ricetta
Ingredienti: pasta sfoglia, ceci, zucchero, cacao amaro, liquore secco, cannella

Preparazione: Fate bollire i ceci e passateli al setaccio. All'impasto ottenuto unite il cacao insieme allo zucchero, al liquore e alla cannella.
Dalla pasta sfoglia ricavate dei tondini dal diametro di circa 10 cm che verranno riempiti con l'impasto ottenuto, chiusi a mo' di panzerotti e fritti in olio di semi. Spolverate con dello zucchero a velo prima di servirli.

Copeta: la dolcezza della tradizione.
La Copeta, nonostante sia un dolce molto calorico, è uno dei cibi più graditi dagli abitanti della Locride e dai turisti. E' l'unione ideale tra dolce e salato.

Ricetta
Ingredienti: semi di sesamo, mandorle tostate, zucchero, miele, mosto cotto, scorza di mandarino, chiodi di garofano, cannella

Preparazione: Due giorni prima della preparazione della Copeta, pulite i semi di sesamo sotto l'acqua e lasciateli asciugare. Una volta asciutti, metteteli in una pentola insieme al mosto cotto e fate cuocere per circa 30 minuti, girando sempre con un cucchiaio di legno. Aggiungete le mandorle che avrete precedentemente infornato e unite al tutto il miele e lo zucchero. Una volta pronto, versate il composto su una lastra di marmo bagnata. Tagliate dei piccoli pezzi e adagiateli su delle foglie di arancio. Il piatto è pronto per essere servito.



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