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Torino (TO)
Alla scoperta diTorino


Cenni storici

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 La storia di Torino ha inizio nel III secolo a.C. quando, lungo le rive del Po, si insediarono le prime tribù "taurine", discendenti dalle fusioni di stirpi celtoliguri con popolazioni galliche migrate oltralpe alla ricerca di pianure coltivabili (secondo le leggende, sorse sull'insediamento di Taurasia, mitica capitale dei Tauri, incendiata da Annibale nella lunga marcia di avvicinamento a Roma).

La città venne disegnata con il tradizionale impianto ortogonale delle colonie romane, cioè con isolati quadrati e una struttura muraria quasi quadrata.
Se nei primi secoli della sua storia la città prosperò nell'Italia pacificata da Roma, con la crisi dell'Impero la sua posizione strategica assunse maggiore importanza, causandole non pochi danni durante il conflitto tra Costantino e Massenzio e, alla caduta dell'Impero romano, al passaggio costante di orde barbariche; la città fu devastata più volte.

L'arrivo dei Longobardi portò relativa quiete: Torino fu capitale di uno dei quattro ducati dell'odierno Piemonte e visse un paio di secoli di sufficiente quiete.
Poi l'inevitabile scontro tra Longobardi e Franchi ebbe in Torino uno dei suoi terreni di battaglia.

Dopo la sconfitta dei Longobardi e l'ascesa dei Franchi la città divenne sede giudiziaria.

La crisi dell'Impero romano coincise con la cristianizzazione del territorio: il primo vescovo di Torino fu S. Massimo, instancabile portatore della parola di Dio nella città ancora pagana; la prima cattedrale, del IV secolo, sorse nei pressi dell'attuale Duomo e scavi recenti ne hanno portato in luce le fondamenta.

Nel Medioevo, Torino, divenne Libero Comune e, durante la lotta fra Papato e Impero, continuò a schierarsi con chi le garantiva l'indipendenza dal potere dei Savoia che, nel frattempo, rafforzavano il loro dominio nei territori francesi e italiani.

Fu nel 1280 che i Savoia presero il potere e si inserirono nel complesso gioco di lotte e di alleanze legate alla città finché Torino non fu concessa in feudo ai Savoia dall'Imperatore Federico II.

Nel 1404 i Savoia vi fondarono l'Universita' e nel corso del secolo trasformarono la citta' nel polo amministrativo ed economico dei loro domini italiani.

Alla fine del secolo Torino contava 10.000 abitanti.
Con l'unificazione amministrativa e politica di tutte le province sabaude, all'inizio del quindicesimo secolo, i Savoia assegnarono a Torino il ruolo di capitale.

Nel 1536 fu la volta della dominazione francese ad opera di Francesco I.
Trent'anni dopo il Duca Emanuele Filiberto riottenne la città e nel 1620 Carlo Emanuele I diede avvio al primo ampliamento di Torino, dando inizio ad un periodo molto fecondo che durò ben due secoli.

Nel 1848 il Piemonte è protagonista della prima guerra d'indipendenza italiana.
I piemontesi sconfissero a Pastrengo gli Austriaci e poi, grazie alla resistenza dei volontari toscani a Curtatone e Montanara, riuscirono a schierarsi e a sconfiggerli a Goito.
Accadde il 30 ottobre: Carlo Alberto venne nominato dai suoi uomini Re d'Italia.

La guerra però volse rapidamente contro i piemontesi che furono costretti ad accordarsi con gli austriaci rinunciando alla Toscana. Il 18 febbraio Vittorio Emanuele II è proclamato Re d'Italia: dopo l'annessione al Regno di Sargegna della Lombardia, della Toscana, dell'Emilia, della Romagna, dello Stato Pontificio, grazie alla politica internazionale di Cavour, delle imprese di Garibaldi ed alla conquista del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1861 al 1865 Torino fu la capitale del nuovo Regno d'Italia e si trasformò da allora in un importante polo industriale.

Con il trascorrere degli anni Torino divenne sempre più industrializzata, proprio per tale ragione durante la seconda guerra mondiale fu pesantemente bombardata dagli Alleati e a ciò si sommarono le terribili distruzioni dei Tedeschi durante la loro ritirata.

Negli anni Cinquanta la Fiat, industria automobilistica, ebbe un ruolo essenziale nel rinnovato sviluppo della città che, dopo un periodo in ombra negli anni Ottanta, ha acquisito importanza negli anni Novanta come uno dei più sviluppati distretti tecnologici.

La rinnovata immagine di Torino le ha permesso di diventare sede nel 2006 delle Olimpiadi invernali. Torino, da sempre conosciuta come città salotto, sembra fatta per passeggiare con calma per le sue vie e le sue piazze e ammirare nel centro storico i molti e raffinati locali antichi conservati con gran cura.
Torino inoltre con i suoi numerosi parchi e giardini, i suoi lunghi viali, il suo parco lungo il Po e i suoi tre affluenti (Dora Riparia, Stura e Sangone) è una delle città più verdi d'Italia. E’ a Torino che il grande Po passa quieto tra i suoi alti argini offrendo qua e là scorci di rara bellezza.

Torino, data la sua lunga storia, è in grado di offrire quasi tutto: storia, arte, musica, natura, buona cucina. In poco più di un'ora, poi, dalla città si può raggiungere il mare o l'alta montagna, la campagna o laghi meravigliosi.



Caratteristiche fisiche

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Torino è la quarta città italiana con 902.255 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e della regione Piemonte.
Con i comuni dell'area metropolitana la popolazione è di circa 1.700.000 abitanti.
Torino sorge nella pianura approssimativamente delimitata dai fiumi Stura di Lanzo, Sangone e Po (che attraversa la città da sud verso nord).
È anche bagnata dalla Dora Riparia.
Il Po accentua la divisione tra la parte collinare della città e la parte di Torino collocata in pianura, compresa tra i 280 e i 220 metri s.l.m. che scende andando da ovest verso est



Monumenti

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Elegante e signorile, Torino unisce armoniosamente alla severa geometria del suo tracciato urbano il raffinato aspetto ora barocco, ora ottocentesco, dei suoi palazzi.

Tra i suoi principali monumenti ricordiamo:
Il Palazzo Reale di Torino venne realizzato, durante il regno di Carlo Emanuele II, dagli architetti Carlo e Amedeo di Castellamonte.
L'edificio, completato nel 1660, fu la dimora di Casa Savoia e subì diverse ristrutturazioni per soddisfare l'esigenze dei vari sovrani che hanno governato il Regno di Sardegna e poi d'Italia.
Gli stili caratterizzanti il palazzo sono tre: barocco, rococò e neoclassico.
La sua facciata, restaurata negli ultimi anni, è tornata al suo colore originario: il bianco.
Oggi è possibile ammirare gli appartamenti arredati con preziosi oggetti e tele che rispecchiano il gusto della casa reale.
Fra gli interni sfarzosi: la Sala del Trono con ricchissime decorazioni, la Sala di Ricevimento o Camera dell'Alcova, nella quale è custodita la collezione di vasi cinesi e giapponesi di Carlo Alberto, il Salone da Ballo in stile europeo con bellissimo pavimento ad intarsio, opera di G. Capello.

Molto importanti sono anche l'appartamento della Regina Maria Teresa e lo Scalone delle Forbici, opera dello Juvarra (sec. XVIII).

Dietro a Palazzo Reale, si accede ai ben mantenuti Giardini Reali – progettati nel 1697 da André Le Notre, “padre” del parco di Versailles - d’estate teatro di concerti e appuntamenti.
Nel Palazzo Reale è visibile il Monumento Nazionale al Carabiniere.

Il Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja è situato nella centralissima piazza Castello a Torino.
Fu edificato sul preesistente Castello dei Marchese Guglielmo VII di Monferrato, e presenta due torri della « Porta Decumana» ancora dell'epoca romana.
La facciata barocca e lo scalone monumentale sono di Juvarra.
L’intero progetto juvarriano non fu però portato a termine, e il resto dell’edificio si presenta oggi come un castello medievale (disegnato da Alfredo d’Andrade).
L'interno contrappone una leggerezza quasi arcadica data soprattutto dalla luce che penetra dai tre lati finestrati e presenta quattro colonne centrali che sorreggono la volta della scala monumentale che porta al piano superiore.
Una maschera barocca che non nasconde l'antico castello medioevale ma gli dona importanza e ufficialità, quale simbolo di potere.

Sede del Museo civico di Arte Antica, dal 1934, che conserva il celebre “Ritratto d’uomo” di Antonello da Messina, il castello ha visto nel corso del Novecento lo svolgersi di numerosi restauri e ripristini, che si concluderanno nel 2006 e che restituiranno alla città un importante documento dei 2000 anni della sua storia.

Il Palazzo Carignano è un edificio storico situato nel centro di Torino.
Celebre esempio di architettura barocca, fu realizzato tra il 1679 e il 1684 da architetto e matematico Guarino Guarini per Emanuele Filiberto di Savoia Carignano.
L’edificio ha una singolare struttura: una torre ellittica è leggermente arretrata in facciata e due ali laterali si snodano per formare un cortile quadrato cinto completamente dal corpo di fabbrica.
Nella facciata principale l'ellisse è distinguibile poiché si fa spazio sinuosamente, rendendo un magnifico effetto poiché la facciata è a mattoni a vista.
Dal cortile interno invece la torre ellittica spicca tra le ali laterali, superandole in altezza.

Le decorazioni della facciata del piano nobile, anch'esse in cotto, presentano rimandi ad avventure e imprese dei Carignano.
Gli interni sono splendidamente affrescati e decorati a stucco.
Notevoli gli affreschi di Stefano Legnani, detto “Il legnanino”.
Il palazzo si affaccia da un lato su piazza Carignano e dall’altro – questa facciata è opera di Giuseppe Bollati che la realizzò nel 1864 - su piazza Carlo Alberto.
Ospitò la prima Camera dei Deputati Subalpini e il primo Parlamento italiano.
Dopo un lungo restauro, il Palazzo ospita la Soprintendenza ai Beni Culturali e il Museo del Risorgimento, che espone documenti, cimeli, dipinti, libri, bandiere riguardanti la storia italiana fino alla seconda Guerra Mondiale.

Il Castello del Valentino è un edificio storico di Torino, situato nell'omonimo Parco del Valentino sulle rive del fiume Po.
L'antico castello fu acquistato da Emanuele Filiberto di Savoia e deve la sua forma attuale a alla madama reale Cristina di Francia (sposa di Vittorio Amedeo I di Savoia).
Quattro torri angolari cingono l'edificio a forma di ferro di cavallo, con un'ampia corte a pavimento marmoreo.
Caratteristici i tetti inclinati alla francese, omaggio alla madama reale Cristina di Francia che la predilisse tra tutte e vi organizzò tornei, caroselli, feste e battaglia fluviali.
Oggi è sede distaccata del Politecnico di Torino, ed ospita la Facoltà di Architettura.

La Basilica di Superga, realizzata su progetto di Filippo Juvarra, fu eretta da Vittorio Amedeo II, a compimento del voto fatto in occasione dell'assedio di Torino del 1706, sulla sommità del colle, in posizione panoramica e strategica.
Attraverso una grande scalinata si accede al pronao della Basilica, di ispirazione classica (Pantheon di Roma), come la pianta centrale sormontata da un cupola.
Il pronao corinzio, sorretto da otto colonne, si innesta con armonia sulle linee curve del corpo della chiesa, a sua volta inserito in una costruzione a pianta rettangolare.

L'interno della Basilica ospita la grande cupola ottagonale sorretta da otto colonne e illuminata da otto finestroni.
Le cappelle sono adorne di pitture di S.Ricci e Beaumont e di sculture di B.Cametti e A.Cernacchini.
Sul lato sinistro della basilica si apre l'accesso al sepolcro sabaudo ove sono tumulati i re Vittorio Amedeo II, Carlo Alberto e alcuni principi della casata.
Ai lati del corpo centrale si elevano due bellissimi campanili, nei quali è visibile l'influenza del Borromini.

Nella parte retrostante la basilica si estende un vasto edificio, nel '700 sede della congregazione dei sacerdoti regolari, eretto anch'esso su disegno di Iuvarra.
La parte posteriore del complesso basilicale è stato colpito il 4 maggio 1949 dall'aereo in arrivo da Lisbona, che trasportava la squadra di calcio del Grande Torino, nell'incidente morirono i giocatori e i tecnici della squadra, i giornalisti al seguito e i membri dell'equipaggio.
I muri distrutti dall'impatto sono ancora visibili, in quanto si è deciso di non ricostruirli.
Oggi il tragico evento è ricordato da un museo all'interno e da una lapide sul retro dell'edificio, meta di pellegrinaggi di sportivi e non; ogni 4 maggio infine si celebra una messa solenne in ricordo delle vittime.

Il Duomo e’ di architettura rinascimentale con la facciata in marmo bianco e con tre interessanti portali.
Il campanile fu costruito su progetto di F. Juvarra. l'interno è spazioso con numerose cappelle di notevole fattura.

Dal presbiterio si raggiunge la Cappella della Santa Sindone, progettata e realizzata da Guarino Guarini (1668-94).
Al centro della Cappella, sull'altare, si trova una cella marmorea nel quale è custodito il sudario (o Sindone) in cui si pensa sia stato avvolto il corpo di Gesù deposto dalla Croce.

Il campanile di Sant’Andrea fu modificato da Filippo Juvarra che vi aggiunse una cuspide barocca tra il 1720 e il 1723.
Nel 1997 un incendio distrusse parzialemente la Cappella e la cupola, che oggi sono state restaurate.

A pochi metri, il Palazzo Reale e Palazzo Chiablese.

La Mole Antonelliana è il monumento simbolo della città di Torino .
Fu realizzata tra il 1863 e il 1889 dall'architetto Alessandro Antonelli e avrebbe dovuto essere il tempio ebraico. In seguito fu acquistata dall’amministrazione, ed oggi è sede del Museo Nazionale del Cinema, prima ospitato da Palazzo Chiablese.
Alta m. 167,50 è stata fino a poco tempo fa la costruzione in muratura più elevata d'Europa.
Nel 1953 una bufera di vento spezzò 47 m. della sottilissima guglia poi ricostruita.
La Mole fu una delle prime costruzioni a venire illuminata mediante piccole fiammelle di gas cittadino sul finire del XIX secolo.
Dal 1998, in occasione della ridefinizione dell'illuminazione esterna e della nascita della manifestazione "Luci d'Artista", sul fianco della cupola si può vedere un'installazione di Mario Merz, Il volo dei numeri, con l'inizio della successione di Fibonacci che s'innalza verso il cielo.

La Mole Antonelliana è raffigurata sul verso della moneta da 2 centesimi di euro coniata dalla Repubblica Italiana, ed è stata ripresa nel logo di Torino 2006, che mostra la sagoma della Mole stilizzata con cristalli di ghiaccio bianchi e azzurri, neve e cielo, che formano una rete, simbolo dello spirito olimpico.

All'interno della Mole Antonelliana è stata girata gran parte del film Dopo Mezzanotte di Davide Ferrario, nel quale la Mole è una simbolica co-protagonista.

Il Palazzo dell’Accademia e della scienza fu realizzata ad opera del Guarini nel 1678, fu sede del Collegio dei Nobili.
Qui si trova il Museo Egizio (eccezionale raccolta seconda solo a quella dei Cairo);
il Museo d'antichità (materiale archeologico dalla preistoria all'epoca tardo- romana);
la Galleria Sabauda, con una collezione di opere d'arte di fama mondiale, e l’Accademia delle Scienze, con annessa Biblioteca, in cui sono volumi e manoscritti delle principali Accademie scientifiche dei mondo.

Il Borgo è Castello Medioevale nacque come padiglione dell'Esposizione universale che si svolse a Torino dall'aprile al novembre del 1884.
Il Borgo fu realizzato da un gruppo di artisti e intellettuali coordinati da Alfredo D'Andrade.
Costruzione ispirata a numerosi castelli del Piemonte e della Valle d'Aosta, il Cortile della sua Rocca è copia fedele del Castello di Fenis.
Il Borgo presenta tipologie abitative medioevali del territorio piemontese e botteghe artigiane con i loro prodotti.
La rocca cresce intorno al cortile: le sue stanze riproducono rigorosamente gli ambienti e le decorazioni di alcuni tra i più noti castelli piemontesi.

Il Palazzo Falletti di Barolo o Palazzo Barolo è un interessante esempio di dimora patrizia in Torino. L'edificio eretto alla fine del seicento da Baroncelli fu restaurato alla meta' del settecento dall'Alfieri per adeguarlo al gusto rococò dei Falletti di Barolo.
Lo scalone e gli interni sono il meglio del palazzo ristruttuato nel 1743 da Benedetto Alfieri e visitabile su prenotazione.
Lo scalone occupa lo spazio centrale del fabbricato al posto della tradizionale collocazione a lato come nei tipici palazzi nobiliari seicenteschi.
Gli allestimenti decorativi del piano terra e di alcune sale del piano nobile risalgono alla fine del Seicento; gli stucchi sono di Pietro Somasso, le tele di Francesco Trevisani e gli affreschi dei Legnani.
Ci abitava la marchesa Giulia Colbert Falletti di Barolo – fondatrice dell’Opera Pia di Barolo – al cui servizio lavorò negli ultimi anni di vita Silvio Pellico di cui si può visitare la camera.
Fu importante salotto culturale alla metà dell'800.

Visitare Palazzo Barolo è come percorrere, in un solo ambiente, la vita torinese dal 1600 a oggi, passando attraverso le varie epoche storiche, i diversi stili architettonici, il gusto dell’abitare.
Oggi è sede dell'Opera Pia Barolo ed è aperto al pubblico.

Il Palazzo Cavour di Torino è un mirabile esempio di barocco piemontese.
Sorge all'incrocio tra Via Cavour e Via Lagrange.
Fu edificato nel 1729 su progetto del Gian Giacomo Plantery.
Fu in questo palazzo e nelle sue stanze che si svolse perlopiù la vita del noto statista Camillo Benso conte di Cavour.
In questi ambienti fu fondato il giornale "Il Risorgimento" e si discussero e concretizzarono le sorti della nuova patria italiana con i personaggi più illustri dell'epoca.
Il Palazzo è stato recentemente restaurato dalla Regione Piemonte, che ne ha fatto una prestigiosa sede espositiva e di rappresentanza, con la funzione di ospitare le grandi iniziative promosse dalla Regione Piemonte.
La Chiesa di San Filippo Neri, sorta nel 1675 su progetto di Antonio Bettino venne pesantemente danneggiata dal crollo della cupola.
Il progetto di ristrutturazione toccò quindi all’inesorabile Filippo Juvarra che vi lavorò dal 1715 al 1730.
Dopo la partenza dello Juvarra per la Spagna, i lavori vennero proseguiti da Giuseppe Maria Talucchi cui si deve la facciata neoclassica.

Al lato si trova l'Oratorio di S. Filippo, costruito dallo stesso Juvarra.

La Chiesa della Gran Madre di Dio, in puro stile neo-classico, costruita tra il 1818 ed il 1831 per rendere omaggio ai Savoia che ritornavano a Torino.
Nell'interno l'Ossario che custodisce le spoglie di 5.000 soldati torinesi caduti nella prima guerra mondiale.

La Chiesa di S. Lorenzo è un mirabile esempio dell'arte barocca italiana, opera di G. Guarini.
La facciata non è stata mai realizzata veramente; al suo posto è tuttora un prospetto di palazzo sormontato dall'originale cupola.
Prima dell’ingresso si trova l’Oratorio dell'Addolorata.

Il Santuario di Maria Consolatrice (la Consolata), è un’opera del Guarini che ristrutturò il tempio originario dedicato a Sant’Andrea di cui rimane praticamente solo il campanile romanico.
Alla struttura realizzata dal Guarini nel 1678 venne poi aggiunto il presbiterio ovale, progettato da Filippo Juvarra nel 1729.
Da vedere: l’immagine della Vergine sull’altare maggiore e la curiosa collezione di ex-voto esposta nel coretto a sinistra del presbiterio.

Di fronte alla chiesa, è possibile fare due passi nella deliziosa piazza della Consolata che ospita lo storico caffè Al bicerin.

Il Lingotto fu uno dei principali stabilimenti di produzione della Fiat ed è oggi uno dei più grandi centri multifunzionali d'Europa, che racchiude al suo interno un'area fieristica, una pinacoteca, un auditorium, un centro congressi, due hotel, una multisala cinematografica, un centro commerciale e ristoranti di ottimo livello.
Si trova in via Nizza (dai numeri 262 a 294) a Torino.

Il Palazzo Paesana di Saluzzo è un palazzo settecentesco di Torino.
Fu concepito quasi come una seconda reggia in concorrenza con il Palazzo Reale di Torino sabaudo.
Fu progettato dal Plantery all'inizio del Settecento per volere del conte Baldassarre Paesana di Saluzzo ed occupa un intero isolato tra Via Garibaldi, Via della Consolata, Via del Carmine. Il grande cortile interno è la parte più imponente dello splendido palazzo.

Il Palazzo Vecchio dell'Università è un edificio settecentesco.
Si erge nell'isolato tra Via Verdi e via Po e fu edificato su progetto del Garove nel 1720.
La facciata su via Verdi è in cotto mentre quella su via Po è uniforme rispetto agli altri edifici della storica via.
L'elemento più spettacolare dell'edificio è il cortile interno. con il doppio loggiato.
Da sempre sede dell'Università di Torino, oggi ne ospita gli uffici.

La Porta Palatina (sec. I d.C.) è quanto di più importante e meglio conservato rimane del periodo romano. Le Porte Palatine erano l'ingresso settentrionale della città di Torino in epoca romana.
L'antica Porta Principalis mostra di sé le due torri e il corpo centrale tipico dell'architettura romana, ma in periodo medievale divenne una fortezza conosciuta con il nome di Palatium che, secondo alcune controverse testimonianze, ospitò anche l'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo Magno.

Oggi le Porte Palatine, rappresentano il confine tra la Torino aulica, comprendente il Palazzo Reale e il rinascimentale Duomo di San Giovanni e il mercato che porta lo stesso nome, punto di riferimento di un quartiere in costante trasformazione, multietnico, multiculturale ma afflitto ancora da problemi di convivenza in fase di ricomposizione.

Il Castello de La Mandria, sorto nel Settecento venne poi ristrutturato nell’Ottocento da Vittorio Emanuele II, che vi trascorse lunghi periodi di villeggiatura.
Il parco che nel XVIII secolo ospitava i puledri delle mandrie reali è stato aperto al pubblico nel 1978 e offre ai visitatori 6500 ettari di percorsi a piedi e in bicicletta nel più esteso ambiente forestale in piano della Val Padana.
Vi potrete vedere cervi, daini e cinghiali.

Il Castello di Govone
sorse come fortezza medievale; fu famoso per aver ospitato J. J. Rousseau nel 1730.
Il Castello di Govone passò ai Savoia nel 1792.
Venne restaurato da Re Carlo Felice, che donò nuovo splendore al salone da ballo – con preziosi affreschi – e al parco, oltre che alla bellissima scala di accesso al Castello.

Il Castello di Rivoli, diventato di proprietà dei Savoia nel 1280, quando era ancora solo una fortezza all’imbocco della valle di Susa, nel Cinquecento venne completamente ristrutturato per divenire una vera e propria reggia.
Ma il lavoro degli architetti – tra cui Carlo di Castellamonte – venne interamente distrutto dale truppe francesi del Generale Nicolas de Catinat nel 1693.
La ricostruzione fu affidata da Vittorio Amedeo II prima a Michelangelo Garove e poi a Filippo Juvarra.
Finiti i fondi nel 1730, Juvarra abbandonò l’impresa.
Alla fine del secolo Vittorio Amedeo III incaricò Carlo Randoni di rimettere mano al progetto, ma ancora una volta i lavori furono interrotti, a causa dell’invasione napoleonica.
Venduto dai Savoia al Comune di Rivoli nel 1883, utilizzato sia per scopi militari che per riutilizzi vari per un centinaio d’anni, il Castello è stato finalmente riattato dalla Regione Piemonte nel 1979.
La ristrutturazione di Andrea Bruno ha coinciso con l’insediamento nel castello del Museo di Arte Contemporanea, inaugurato nel 1984.

L’Atrium è una doppia struttura in legno, acciaio e vetro progettata da Giugiaro e situata nella centrale Piazza Solferino, è la vera e propria porta d’accesso ai giochi olimpici del 2006.
La strada che ha portato alle Olimpiadi Invernali ha visto le trasformazioni della città e del suo territorio; è stato un progetto ambizioso che – per stile e contenuti – è il simbolo della nuova Torino, nel momento in cui si sono accesi i riflettori di tutto il mondo la città è diventata un riferimento internazionale per turismo, cultura, economia.



Musei

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Torino, con i suoi numerosissimi musei (oltre 40), è una città d'arte di straordinario valore.

Ricordiamo in particolare:
Il Museo delle Antichità Egizie di Torino ha tra le più importanti raccolte al mondo, dopo quella del Cairo, di reperti egizi.
Ha la sede nel palazzo dell'Accademia delle Scienze in Via Accademia delle Scienze, 6 a Torino.
Fondato nel 1824 da Carlo Felice con l'acquisizione della raccolta del console di Francia in Egitto, il piemontese Bernardino Drovetti, e successivamente arricchito dagli scavi di Ernesto Schiaparelli, il museo consta di circa 30.000 pezzi e documenta la storia e la civiltà dell'Egitto, dal paleolitico ad oggi.
La collezione, caratterizzata da numerosissimi oggetti e documenti eccezionali come: statue, papiri, sarcofogi, stele, mummie, oggetti in bronzo, monili, vasellame ed altri oggetti di vita quotidiana ecc.

La scultura più antica è la statua della principessa Redi scolpita al tempo della III dinastia (2.800 a. C. circa).
L'esposizione articolata su tre piani, ben disposta, permette una visita ai settori più importanti in circa due ore, non impedendo ai più interessati di perdere il senso del tempo lasciandosi affascinare da tutte le meraviglie esposte.

La Galleria Sabauda
è una delle Pinacoteche più importanti d'Italia e venne istituita nel 1832 da Carlo Alberto in Palazzo Madama con i dipinti dell'antica quadreria dei duchi e dei re di Savoia.
Ceduta allo Stato nel 1860, dal 1865 è ospitata al secondo piano del seicentesco Palazzo del Collegio dei Nobili, poi dell'Accademia delle Scienze.
Oggi l’allestimento è suddiviso in Collezioni dinastiche (1550-1832) e Collezioni statali (acquisizioni a partire dal 1832) e presenta anche interessanti pezzi fiamminghi e olandesi come le “Stigmate di San Francesco” di Jan Van Eyck. Interessante anche la sezione di pittura piemontese.
Tra le altre, sono esposte opere di Defendente Ferrari, Giovanni Martino Spanzotti e Mattia Preti.

L’ Armeria Reale è una delle più ricche collezioni di armi del mondo. Inaugurata nel 1837 da Carlo Alberto, conserva numerosi tipi di armi bianche e da fuoco e armature.
Pregevoli le armi medioevali, numerosi gli esemplari del '500 e del '600, molte le armi da fuoco, le armi e i cimeli napoleonici e le armature appartenute ai sovrani sabaudi.
Tra gli oggetti in esposizione, l’armatura di Diego Felipe Guzman.
Fanno parte del Museo lo Scalone di Benedetto Alfieri (1740), la Rotonda (1842), il Medagliere (1839) e la Galleria del Beaumont (1733), il pittore che affrescò la volta con le “Storie di Enea”.
L'Armeria Reale è stata chiusa al pubblico per restauri fino a fine 2005.
Con la riapertura è stato recuperato lo scenografico allestimento ottocentesco, con le vetrine progettate da Pelagio Pelagi.

Il Museo della Sindone fu completamente rinnovato e riaperto il 15 ottobre 1998 nella cripta della Chiesa del Santissimo Sudario, offre al visitatore un allestimento che, seguendo un percorso storico - scientifico, illustrato da una audio-guida personale con testo in quattro lingue, permette di acquisire un'informazione più completa sulla storia del Sacro Lenzuolo e delle ricerche che hanno indagato la Sua storia.
Tra gli oggetti esposti figurano le lastre originali e la macchina fotografica di Secondo Pia, che rivelò, con i suoi negativi, il volto dell'uomo crocifisso; la cassetta in cui la Sindone arrivò a Torino nel 1578; incisioni e libri antici dal Cinquecento all'Ottocento; e la teca d'argento che ha conservato la Sindone fino all'Ostensione del 1998.
Al posto del lenzuolo originale è possibile visionare una copia fotografica realizzata dopo l’incendio del 1997.

Il Museo di Antichità, ospitato nelle ex-serre di Palazzo Reale, raccoglie le collezioni ducali di oggetti antichi iniziate da Emanuele Filiberto e dal figlio Carlo Emauele I: i reperti vanno dalla preistoria all’età tardo-romama spaziando tra tutte le civiltà, dall’italica all’etrusca alla greco-ellenista.
Alcuni reperti provengono proprio dal Piemonte, come lo straordinario tesoro di Marengo.
Sono di prossima apertura le sale dedicate alla storia della città di Torino, affacciate sui resti del teatro romano.

Il Museo Nazionale del Cinema è costituito da un complesso di allestimenti spettacolari e multimediali per celebrare il cinema dalle origini ai giorni nostri.
La sede è quella straordinaria della Mole Antonelliana, il “piatto forte” della collezione la raccolta di oggetti del pre-cinema della Fondazione Prolo (che fondò il museo nel 1941).
Il percorso espositivo ha una superficie complessiva di 3.200 metri quadrati ed è articolato su cinque livelli: l'Archeologia del Cinema, la Macchina del Cinema, la Collezione dei Manifesti, le Video installazioni e la grande Aula del Tempio.

Il Museo propone, in un allestimento spettacolare, gli oggetti della ricca collezione della Fondazione Maria Adriana Prolo: lanterne magiche, scatole ottiche, fotografie, disegni, bozzetti e molti altri oggetti curiosi.
La grande sala centrale, ospita l’idolo dorato del film “Cabiria” di Giovanni Pastrone.
Attorno si snodano cinque livelli che portano dalle lampade magiche al digitale.

Il Museo Pietro Micca e dell'Assedio di Torino del 1706 venne eretto nel 1961, in occasione delle celebrazioni dei centenario dell'unità d'Italia, in corrispondenza della scala di accesso alle gallerie di contromina della Cittadella, dove trovò la morte Pietro Micca nel tentativo - riuscito - di sbarrare il cammino alle truppe francesi.
Presenta plastici e documenti dell'assedio dei 1706 in apertura a un suggestivo percorso nelle gallerie sotterranee.
La Galleria civica d’arte moderna e contemporanea, costruita nel 1959, la fu riaperta al pubblico nel 1993 dopo un lunghissimo restauro, ospita opere realizzate dalla fine dell’Ottocento.
Con le sue 15.000 opere, che documentano l'arte piemontese, italiana e internazionale dalla fine dei secolo XVIII ai giorni nostri, per importanza e dimensioni è forse il secondo museo d'arte moderna in Italia. possono ammirare opere di Fattori, Morandi, Manzù e accedere alla libreria, alla fototeca, al ristorante e al bookshop.

La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, aperta nel settembre 2002, fu "offerta" alla città dal presidente della Fiat recentemente scomparso è innestata nel cuore del Lingotto, la ex fabbrica d'automobili oggi centro congressi e commerciale.
Nello scrigno progettato da Renzo Piano sono esposte opere di Tiepolo, Canaletto, Bellotto, Canova, Manet, Renoir, Matisse, Balla, Modigliani e Severini.

Il Museo d’Arte Contemporanea , si trova all’interno del Castello di Rivoli, progettato da Filippo Juvarra, ed ospita una grande esposizione permanente dedicata al Novecento.
In trentotto sale e al terzo piano della cosiddetta Manica Lunga – costruita nel Seicento per ospitare la pinacoteca del Principe Carlo Emanuele I - sono conservate opere di Emilio Vedova, Michelangelo Pistoletto, Giulio Paolini, Mario Merz, Sol Lewitt, Richard Long, Anselmo, Fabro, Kounellis, Maurizio Cattelan, Rebecca Horn, Gilbert & George e grandi mostre temporanee.

Al suo interno ha sede il neonato Museo della Pubblicità .

Il Museo Regionale di Scienze Naturali , istituito nel 1978, è ospitato nell'edificio seicentesco che fu sede dell'Ospedale San Giovanni Battista.
Riunisce collezioni di botanica, entomologia, geologia - mineralogia - petrografia, paleontologia e zoologia, in parte provenienti dai Musei universitari e in parte frutto di nuove acquisizioni.
Sede di numerose mostre è anche dotato di una biblioteca specialistica aperta al pubblico.

Il Museo della radio e della televisione comprende una piccola raccolta di vecchi apparecchi telegrafici, radioricevitori e televisori ospitata dalla sede Rai di Torino.
Il primo progetto per la realizzazione di un Museo della Radio con sede a Torino, , risale al 1939.
Il materiale raccolto, ordinato e catalogato, ammonta a circa 1500 cimeli e comprende documenti, incisioni e apparati tecnico-professionali di grande interesse.

La Pinacoteca dell'Accademia Albertina Di Belle Arti è collocata nel palazzo dell'Accademia dal 1837, nacque con finalità didattiche.
Si fonda sul lascito della collezione Mossi di Morano (1828), che comprende opere dal Quattrocento al Settecento (Filippo Lippi, Defendente Ferrari, Martino Spanzotti, caravaggeschi, fiamminghi, genovesi, veneti), e sulla donazione di Carlo Alberto (1832) dei 60 cartoni di Gaudenzio Ferrari e della sua scuola, raccolta unica al mondo di un fondo grafico di bottega rinascimentale.

L’Archivio di Stato, ospitato nel palazzo realizzato da Filippo Juvarra in piazza Castello, è uno dei più importanti archivi storici d’europa.
Il “decano” dei documenti risale al 726 dopo Cristo.
Spesso utilizzato per convegni e presentazioni. l’Archivio Storico di Torino è situato nell’ex palazzo dell'anagrafe municipale di via Barbaroux, l’Archivio Storico della Città di Torino raccoglie – in quattro piani di sale espositivi e depositi – importanti documenti che raccontano ben nove secoli di storia cittadina, dal 1111 a oggi. Recentemente, l’Archivio si è arricchito della “Collezione Simenon”, composta da antichi reperti e da un raro esempio a colori del “Theatrum Sabaudiae”, opera utilizzata dai Savoia per testimoniare in tutta Europa i fasti del loro regno.

Il Museo Nazionale dell'Automobile di Torino nacque nel 1932, grazie a due pionieri dell'automobilismo italiano, Roberto Biscaretti di Ruffia e Cesare Goria Gatti, entrambi firmatari dell'atto di Costituzione della Fiat e Soci fondatori, sempre a Torino, dell'Automobile Club Italiano.
Nel 1933 Carlo Biscaretti organizzava per il salone di Milano una mostra con una trentina di veicoli "d'epoca", che furono una delle principali attrattive dell'esposizione: nasceva così, nel 1934, la prima parte del museo che provvisoriamente aveva la sede in un magazzino dismesso.
Nel 1938 tutte le vetture reperite vennero sistemate nei locali posti sotto le gradinate centrali dello Stadio Comunale e quindi aperti al pubblico.
Solo nel 1960 venne inaugurata l'attuale struttura definitiva che sorge in corso Unità d'Italia quasi in concomitanza con i festeggiamenti del 1961 per celebrare il centenario dell'Unità d'Italia.
Attualmente sono circa 300 le vetture esposte, una ventina sono pezzi unici al mondo.
Nella struttura è consultabile una biblioteca settoriale con oltre 7000 volumi e un Centro di documentazione storica con oltre 50mila informazioni e 2mila cataloghi.



Manifestazioni

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Il 24 giugno, decorrenza del solstizio d'estate, secondo il rito bizantino, coincide con la commemorazione di Giovanni Battista patrono riconosciuto di Torino.
Questa festa si svolge dal 20 al 24 del mese di giugno con celebrazioni religiose, spettacoli in piazza di gruppi folcloristici, un grande corteo storico in costume, l’accensione del falò tradizionale e uno spettacolo pirotecnico sul Po.

Torino offre tutti gli anni un programma ricco di manifestazioni e iniziative di vario genere.
Ricordiamo in particolare:
Expocasa
, salone internazionale del mobile e dell'arredamento (marzo);
Expovacanze
, salone internazionale della vacanza e del tempo libero (febbraio);
Nuove Tecnologie, salone internazionale dell'innovazione (novembre).
Il Salone dell'Automobile, si tiene ogni due anni (aprile-maggio) al Centro Lingotto Fiere, in alternativa con il Salone del Veicolo Industriale.
Al Lingotto vengono allestite anche Caravan Europa e Tendeuropa, manifestazioni internazionali dedicate alle attrezzature per il campeggio e il Salone del Libro (maggio).
La Mostra nazionale dell'Antiquariato si tiene a palazzo Nervi (primavera).
Al Teatro Regio si tiene la rassegna Torinodanza, festival internazionale del balletto (giugno-luglio).
A carattere internazionale è invece la Maratona di Torino (aprile).
Tra le varie mostre artistiche, di grande importanza è l'annuale "Fiera del libro" a cui partecipano i maggiori protagonisti della cultura contemporanea.
Inoltre, una manifestazione di grande interesse, è il Festival "Settembre Musica" che inizia ai primi di settembre per regalare alla città musica di alta qualità.

Da non perdere i famosi mercatini:
Biocampidoglio
- Questo mercatino biologico si svolge al Borgo Campidoglio la terza domenica del mese di Maggio e del mese di Ottobre.

Fiera dell’usato nell’antico borgo Regio Parco -
Ogni quarta domenica del mese si svolge in piazza Abba e nelle vie adiacenti questo mercatino con bancarelle di oggettistica, biancheria e altro.
Gran Balon, il c’era una volta - il più grande mercato d’antiquariato di Torino, potrai trovare oggetti non solo di squisita fattura, ma anche di notevole rarità: penne e orologi antichi, giocattoli di latta e libri pregiati, mobili e tappeti di ogni epoca, perfino abiti e pizzi.
 



Gastronomia

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Il cibo è letteralmente uno dei piatti forti della cultura piemontese.
Impossibile raccontare Torino e la regione senza fare cenno alla ricette che ne hanno segnato la storia, che ne racchiudono la tradizione.

Le specialità tipiche della zona sono: il bollito misto, la fonduta con i tartufi, gli agnolotti, il fritto misto alla piemontese (fegato, animella, cervella, fesa di vitello, amaretti, semolino dolce), la "bagna caoda" (cardi e verdure crude) e le costolette di sanato (vitello allevato con il latte).

Tra i dolci, la maggior parte dei quali ricoperti di panna "chantilly" e creme al liquore, abbiamo i cioccolatini (gianduiotti), le caramelle e i "marrons glaces".

Il tutto viene accompagnato dai migliori vini piemontesi, sia i rossi corposi sia i famosi bianchi, ma naturalmente potrai scegliere di concentrarti sugli ottimi vini DOC prodotti nelle colline appena fuori dalla città: il Freisa di Chieri, la Malvasia, la Bonarda e il Barbera.

Un vino tipico del luogo è il Vermut, vino liquoroso, aromatizzato con infuso di erbe e droghe in alcol.
Da gustare il delizioso " bicerin", una golosissima bevanda a base di caffè, cioccolato e panna da assaporare nei caffè storici torinesi assieme al "Bonet" un dolce tipico a base di cioccolato e amaretti. 



Sport

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Torino è la capitale della passione sportiva italiana: sci e calcio, pattinaggio su ghiaccio e canottaggio... sono tanti gli sport che qui hanno trovato spazio per svilupparsi e che hanno offerto al Paese grandi campioni. Impianti sportivi e circoli attrezzati ti propongono le discipline più classiche: fitness, nuoto, tennis, canottaggio ed equitazione.

Il carattere sportivo di Torino è sempre stato legato al calcio.
Nella prima metà del Novecento con il grande Torino, entrato nella leggenda come squadra invincibile, e con la Juventus, famosa in tutto il mondo per i suoi successi.

La città è stata designata come sede dei XX Giochi Olimpici Invernali (10-26 febbraio 2006), anche grazie alla splendida corona di montagne innevate che la circonda, seguite a marzo dalle Paraolimpiadi e nel 2007 dalle Universiadi invernali.

Nel 2006 ci sono state anche le Olimpiadi degli scacchi e i Campionati mondiali di scherma (assoluti e disabili).



Collegamenti

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Torino è una ottima destinazione, perché è dotata di un sistema di infrastrutture moderno e completo ed è facile arrivarci, grazie ad un efficiente sistema autostradale e ferroviario, a un aeroporto internazionale a pochi minuti dal centro.

IN AUTO Torino è al centro di un importante snodo stradale, da qui si diramano autostrade verso Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia Romagna.
Ci sono anche due tangenziali (Nord e Sud) che formano una specie di C intorno alla città e due raccordi, verso l'aeroporto di Caselle Torinese e verso Pinerolo;
quest'ultimo è stato completato il 9 gennaio 2006, attivando contestualmente una barriera a pedaggio al casello di Beinasco.
Oltre che con le autostrade, Torino è raggiungibile dai principali trafori del Frejus e del Monte Bianco alla Francia, dal traforo del Gran San Bernardo alla Svizzera.

IN TRENO Torino è collegata alle principali destinazioni italiane e d'oltralpe tramite tre stazioni principali: Porta Nuova, Porta Susa e Torino Lingotto.
Dalla stazione di Torino Lingotto si può raggiungere comodamente a piedi l'Oval Lingotto, sede delle gare di pattinaggio di velocità.
Le linee ferroviarie principali che si dipartono da Torino sono quelle verso Genova (via Asti e Alessandria), verso Milano (via Novara e Vercelli) e verso la Francia (via Modane e il traforo del Frejus).
Ci sono poi linee minori verso Aosta, Cuneo, Savona, Pinerolo, Chieri, Lanzo Torinese e Rivarolo Canavese.

IN AEREO Torino è servita dall’aeroporto “Sandro Pertini” di Caselle, che dista solo 16 km dal centro.

E' raggiungibile tramite una strada provinciale ed una tangenziale collegata ad una fitta rete autostradale che lo unisce velocemente alle principali città del nord Italia e della Francia meridionale.
Dall'Aeroporto Torino è raggiungibile in bus, taxi e treno.



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