bronzi di Riace, esposti presso il museo archeologico della città.
Il Castello Aragonese è la principale fortificazione della città;
il Duomo è il più grande edificio religioso della Calabria; la Chiesa degli Ottimati è un'antica chiesa bizantino-normanna.
Da non perdere il lungomare Falcomatà, ricco di architetture stile liberty e definito da Gabriele D'Annunzio "il più bel chilometro d'Italia", forse anche per via del miraggio della Fata Morgana.. Ogni estate il Lungomare e la sua spiaggia diventano un'affollatissima meta turistica. Sul lungomare si trovano inoltre piante centenarie, magnolie, datteri e ficus.
All’inizio del lungomare troverete una tomba Etrusca ed alla fine dello stesso troverete inoltre il tratto delle mura greche, resti di terme romane e la Villa Comunale, adibita ad orto botanico con pregevoli esempi di flora tropicale ed equatoriale.
 

 

,ReggioCalabria">
marchio Viapervia   Mediterranean Hotels  
| Home | riservato | iscriviti | servizi | pubblica azienda | collabora | contatta |
link login link homepage Viapervia
città ricerche ospiti
   
Home viapervia
Cambia città
   
Immagini di
ReggioCalabria
   
Immagini
   
  ADESSO SEI QUI: INDEX >> Calabria >> ReggioCalabria
Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria
Su conc. del Min. per i Beni e le Attività Culturali n.22 del 14/05/2004
(fofo 360° : clicca sulle immagini e trascina il mouse)
Indirizzo: Piazza De Nava (sul Corso Garibaldi)


Il Museo Nazionale, progettato da Marcello Piacentini nel 1932, nasce in seguito al terremoto del 1908 grazie a Paolo Orsi, il quale decide di unire le opere conservate nel Museo Civico ai reperti rinvenuti nei vari scavi da lui condotti nella regione.
L’esterno dell’edificio è moderno e sulla facciata si possono notare alcuni medaglioni delle antiche colonie magno greche.
Il Museo ha 4 livelli:
PIANO TERRA: qui trovate la sezione preistorica, oltre a dei reperti della Colonia di Locri. I reperti, di sicura datazione e provenienza, sono esposti in ordine cronologico, dall’età paleolitica fino all’età del ferro. In questo livello sono esposte anche le Pinakes, tavolette votive in terracotta raffiguranti scene a rilievo del mito di Kore-Persefone.
PIANO INFERIORE: nel 1981 e nel 1982 sono state aggiunte al Museo due sezioni, quella archeologica subacquea che ospita anfore e ancore e quella che ospita i Bronzi di Riace e la Testa del filosofo da Porticello, rinvenuta nel 1969 su un relitto greco nello Stretto di Messina.
Importante anche la sezione dedicata ai ritrovamenti dei siti archeologici delle colonie calabresi.
PRIMO PIANO: qui sono ospitate la sezione epigrafica e la sezione numismatica, insieme alla collezione di reperti delle colonie di Reggio, Matauros, Medma, Kaulonia, Laos, Cirò.
Importanti i gruppi di marmo con Dioscuri, risalentei al V sec. a.C.
SECONDO PIANO: qui vi è un’ampia esposizione di opere degne di nota, tra le quali due tavolette di Antonello da Messina raffiguranti "S. Girolamo penitente" e "Abramo e gli angeli" (1460 ), la "Cena in Emmaus" (1620) del siciliano Alonso Rodriguez, "Ambasceria dei senatori messinesi alla Vergine" di Onofrio Gabrielli (XVII sec.), “Il ritorno del figliol prodigo” (XVII sec.) di Mattia Preti .

All’interno del Museo vi è anche una ricca biblioteca comprendente anche un laboratorio fotografico e un gabinetto di restauro.

Bronzi di Riace
Le due statue di bronzo sono state rinvenute per caso il 16 agosto del 1972 nel mar Ionio, nei pressi di Riace. I due guerrieri, risalenti al periodo greco, sono stati esposti in varie località italiane, tra le quali Roma e Firenze. Si suppone che le due statue siano state create in epoche diverse: una risalirebbe infatti al 430-420 sec a.C., l’altra al 460-450 secolo a.C.
Bronzo A -"il giovane": alcuni studiosi ritengono sia Tideo, un eroe dell'Etolia, altri che sia figlio del dio Ares.;
Bronzo B - "il vecchio": raffigurerebbe Anfiarao, un profeta guerriero.
Si crede che le due statue siano finite nelle acque della Calabria in seguito al naufragio della nave sulla quale si trovavano. Probabilmente facevano parte di un intero gruppo di bronzi di Argo, comprendenti almeno una quindicina di statue di eroi.

Filosofo di Porticello:
La testa di marmo, ritrovata nella zona di Porticello nello Stretto di Messina, risale al V sec a.C. Rappresenta un vecchio dalla lunga barba e forti segni somatici, quali il naso acquilino e le profonde rughe.
Non si sa chi sia esattamente l’uomo: si crede rappresenti un letterato o un uomo politico. L’appellativo di “filosofo” è convenzionale.

Testa di Basilea:
Prende il nome dal museo di Basilea che l’ha donata al Museo di Reggio Calabria. La testa non ha infatti un nome.

Gruppi di marmo con Dioscuri
Rinvenuti nella colonia di Locri, risalgono al V sec. a.C. I due gruppi di marmo rappresentano entrambi un giovane nudo che scende da un cavallo impennato, sostenuto da un Tritone. I due giovani dovrebbero essere i Dioscuri, i figli gemelli di Zeus che secondo la leggenda giunsero dal mare a cavallo per difendere Locri dai Crotoniati. Al centro dei due gruppi vi era una terza figura che molti studiosi identificano come la Vittoria, altri come una Nereide.

Sezione di Locri:
All’interno è ricostruito un tempio, con annessa sfinge, trovato nella contrada di Marafioti.

Sezione preistorica - sicula:

All’interno è custodito uno specchio la cui base rappresenta una sirena e un altro detto di Eufebo. tre specchi. Due vasi. statuetta policroma di baccante, gli elmi, tre vetrine che conservano maschere legate al culto di Demetra.


Estro © - E' vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti del sito - Contatti