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  Da visitare a ReggioCalabria


La visita della città non può che iniziare dall’importantissimo Museo Archeologico Nazionale ricco di collezioni archeologiche con materiali di scavo da siti della Calabria e della Basilicata, molto importanti per avvicinarsi alla cultura antica di questa parte della Magna Grecia.
Vi sono custodite le famose statue dei guerrieri greci rinvenute nel mare antistante Riace (RC), e per questo conosciuti anche come i "Bronzi di Riace". Realizzate da un artista greco tutt'ora ignoto, le statue raffigurano due guerrieri della Magna Grecia attrezzati per il combattimento. Nella medesima sala, si trova la Testa del Filosofo, anch'essa in bronzo, considerata il più antico ritratto greco conosciuto. Tra le tante sezioni del Museo, assume particolare importanza quella dedicata a Locri.
Il Museo sorge all’estremità del corso Garibaldi e di fronte si trova Piazza De Nava, ove sorge il monumento dedicato al giurista Giuseppe De Nava. L’ opera fu realizzata dallo scultore F. Jerace nel 1936 e rappresenta la riconoscenza di tutta la popolazione di Reggio per l’alto senso morale e per le eccezionali doti umane che il De Nava dimostrò fino al giorno della sua morte. Egli oltre ad avere lasciato alla sua città la ricca ed importante biblioteca, donò pura la propria casa. Fu giurista, uomo politico e accanito difensore dei diritti della sua gente. Tra il basamento e la statua ci sono scolpiti due stemmi, di cui uno rappresenta S.Giorgio a cavallo che con una spada colpisce un drago.

Si prosegue verso il Corso Garibaldi, considerata come la principale arteria della città che va da piazza De Nava a piazza Garibaldi. Nelle piazze successive sono posti i principali edifici pubblici della città, come piazza Italia, ove si affacciano a nord il palazzo del Municipio (palazzo San Giorgio), a ovest il palazzo della Prefettura e a sud il palazzo della Provincia. Probabilmente era la sede dell'agorà della polis greca e del foro nel periodo romano.
Dopo il terremoto del 1783, la piazza fu prevista nel progetto del ing. G. B. Mori ed ebbe varie denominazioni fino all'attuale di piazza Vittorio Emanuele II. Nel 1869 al centro della piazza è stato collocato un monumento rappresentante l'Italia e da allora è invalso il nome di piazza Italia. Attualmente è in atto una campagna di scavi che a riportato alla luce resti di antiche costruzioni.

Ricordiamo anche il Teatro Cilea, sito di fronte palazzo San Giorgio. L’elegante teatro comunale, dedicato al grande musicista di Palmi, offre ottimi spettacoli di prosa e lirica oltre che concerti di musica classica.
Proseguendo per Corso Garibaldi si giunge a piazza Camagna, che ospitava il monumento dedicato a Biagio Campagna, ricordato come un politico vicino al popolo ma anche un grande uomo di legge ed un grande oratore, doti, apprezzate e ricordate dai cittadini di Reggio fino ai nostri giorni: il monumento si trova ora presso piazza Castello.

Più avanti c’è Il Duomo, l'edificio sacro più ampio della città, fu costruito in stile neo-romanico nel corso degli anni Trenta.

Salendo da via Castello, si giunge al maestoso Castello Aragonese, la sua costruzione si ritiene anteriore all'invasione dei Goti di Totila nel 549. Punto strategico di difesa della Città, sorto dove era situata l'acropoli della polis greca, fu conquistato anche dagli Ostrogoti, dai Longobardi, dagli Arabi, dai Normanni, dagli Svevi e dagli Angioini. È stato sempre restaurato dai suoi conquistatori e nel 1459 i sovrani Ferdinando e Giovanna d'Aragona fecero aggiungere le due torri cilindriche merlate e un rivellino. Nel 1543 fu riconquistato da Federico Barbarossa e, dopo le dominazioni spagnola, austriaca e borbonica, fu conquistato da Giuseppe Garibaldi il 21 Agosto 1860.
Agli inizi di questo secolo è stato demolito parzialmente (tranne le due torri) per poter congiungere la via Aschenez con la via Cimino secondo le indicazioni del piano regolatore redatto da Pietro De Nava. Ha resistito a tutti i terremoti, ma il 7 Maggio 1986 durante lavori di restauro e consolidamento è crollata una parte prospiciente via Aschenez. Attualmente conserva due torrioni cilindrici e un tratto di cortina ed è sede di numerose esposizioni e mostre d’arte.
Di fronte al Castello sorge la settecentesca chiesa degli Ottimati, che all'interno ospita colonne e brani di pavimento musivo di una distrutta abbazia basiliana. Nei pressi della chiesa troviamo Palazzo Nesci (XIX sec.), l’unica dimora gentilizia sopravvissuta all’ultimo terremoto.

Un'altra tappa da non perdere è il Lungomare, definito da Gabriele D’Annunzio "Il più bel chilometro d’Italia" rimane tra i più suggestivi del mondo, grazie allo spettacolo offerto dallo Stretto, dalla dirimpettaia Messina e dall’Etna. Il lungomare è disposto su tre livelli: il livello più alto è ricco di raffinati locali punto d’incontro di giovani e adulti, percorribile tanto in automobile quanto a piedi; il livello centrale, offre la possibilità di passeggiare in un elegante e suggestiva terrazza sul mare. Il primo e il secondo livello sono separati da una ricca e folta vegetazione, costituita da piante centenarie, fiori e piante esotiche, da palme ficus magnolie. Il livello inferiore, invece, è la cosidetta "passeggiata a mare" in quanto è una vera e propria area in cui è possibile passeggiare, o sostare su una delle numerose panchine, dove è possibile accedere direttamente alla spiaggia libera antistante.

A ridosso del lungomare invece si estende per tutta la costa il Lido Comunale, unico esempio in Italia di stabilimento balneare in pieno centro storico. Il Lido Comunale in eccezionale posizione panoramica sull’arco costiero urbano offre una suggestiva vista della città.
E’ luogo di ritrovo per tanti cittadini reggini, durante il periodo estivo, e non solo, sia per godere della fresca brezza marina sia per divertirsi con le rappresentazioni e gli spettacoli che si svolgono all’interno. Al centro vi e’ la splendida costruzione circolare, opera dell’Architetto Pier Luigi Nervi.

Ma, a parte le emozioni suscitate dalla bellezza della natura, questo famoso lungomare rappresenta anche la memoria storica di Reggio con i monumenti a uomini che hanno dato lustro alla città, i resti delle mura greche (IV secolo a.C.) e delle terme romane, risalenti al periodo imperiale, con pavimento a mosaico fatto di tessere bianche e nere. Ci sono numerose opere architettoniche di gusto classicheggiante e tardo-liberty, come il monumento ai Caduti di Francesco Jerace, inaugurato nel Maggio del 1930 alla presenza del re Vittorio Emanuele III ed Monumento ad Athena posto sulle acque antistante l’Arena dello Stretto, dove sorgeva la cultura in ricordo dello sbarco di Vittorio Emanuele III a Reggio in veste di nuove Re d’Italia.
Ricordiamo inoltre Villa Genoese Zerbi, situata sul livello alto del lungomare, ha uno stile architettonico e tipologico, che si rifà ai modelli Veneziani del XIV secolo, con archi in stile gotico ed accostando elementi decorativi insieme a scelte cromatiche molto evidenti. Oggi è centro di cultura e sede di esposizioni della Biennale di Venezia ed altre importanti mostre. Interessante, anche, Palazzo Spinelli, del 1920, è sede del Rettorato dell’Università ed ha una bellissima porta d’ingresso in ferro battuto.

Il lungo viale si conclude con il magnifico giardino della Villa Comunale istituita nel 1984 come orto botanico, con rari esemplari di vegetazione tropicale ed equatoriale. Al suo interno si trova il Portale di Casa Vitrioli , una delle ultime vestigia della Reghium antica risparmiate dalla distruzione del terremoto del 1908. Fu Rimosso dal palazzo del grande latinista e poeta reggino che venne danneggiato e poi demolito. Fu collocato presso la Villa Comunale nel 1974. Lo stile è classicheggiante ed è fatto di calcare e pietra di Lazzaro.
Vicino la Villa Comunale si trova la Stazione Sperimentale delle Essenze e degli Oli Agrumari, notevole per gli studi sul gelsomino e il bergamotto, con laboratori di ricerca, biblioteca specializzata e Museo del Bergamotto dove sono custoditi gli oggetti che una volta servivano per la lavorazione di questo profumatissimo agrume. Le prime macchine a torchio riportano il visitatore a un tempo ormai passato.

All’ estremità del corso Garibaldi, di fronte alla stazione centrale si erge il Monumento a Giuseppe Garibaldi, statua marmorea di A. Monteleone (a. 1956), copia dell’originale di R. Larussa (del 1884) che ora si trova a Villa S. Giovanni.

Non ci dimentichiamo, infine, di visitare la Basilica dell’ Eremo, che custodisce per 10 mesi (novembre-settembre) l’icona della Madonna della Consolazione. La data di origine del Santuario è incerta, forse posteriore al 1532, anno in cui i Padri Cappuccini arrivarono a Reggio Calabria per fondarvi la comunità. Si narra che la sacra immagine, nel 1577, parlo' a un umile fraticello per annunciare la fine di una terribile pestilenza. L'effige mariana viene posta su una vara pesante circa tre tonnellata, portata a spalla dal santuario alla cattedrale della città.

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