Gerardo Sacco Crotone (KR) www.viapervia.it/gerardosacco
 
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Gli inizi La storia della "Gerardo Sacco" s’intreccia con quella del suo fondatore. Sacco nasce a Crotone nel 1940 ed inizia a lavorare, sin dall'età d’otto anni, presso la bottega di un barbiere; pochi mesi dopo, del tutto casualmente, è assunto come garzone nel laboratorio di un orefice, e qui scopre la sua vera vocazione. Estremamente incuriosito dal materiale prezioso, si appassiona al nuovo mestiere, che gli offre la possibilità di soddisfare la sua sete di conoscenza e di realizzarsi, creando. Dopo aver appreso i rudimenti dell'arte orafa, Sacco decide di mettersi in proprio e si reca a Valenza Po per apprendere le tecniche ed i processi di lavorazione dell'oro in serie. Allo stesso tempo, frequenta dei corsi serali presso un istituto d'arte, dove completa la sua formazione, studiando storia dell'arte e perfezionando le sue cognizioni di gioielleria, geometria e gemmologia. Quando nel 1969, ritorna a Crotone e costituisce la propria Ditta artigianale, Sacco ha oramai acquisito una formazione teorica e pratica tale che i suoi lavori risultano di qualità nettamente superiore a quella degli orafi locali ed all'altezza delle migliori Produzioni nazionali. All'interno del suo "laboratorio-bottega", mediante un'opera di "scavo" tesa al recupero di processi di lavorazione propri del passato, Sacco si specializza in una produzione orafa, che affonda le sue radici nella cultura Magno-greca, bizantina, rinascimentale e barocca, nella tradizione contadina della sua terra ed in quella delle comunità Albanesi presenti in Calabria. I primi successi Nello stesso anno, Sacco realizza il suo primo campionario, con il quale ottiene riconoscimenti a livello nazionale: vince il 10 premio alla Mostra dell'Artigianato Orafo di Firenze, l'Oscar dell'Artigianato alla Mostra di Sanremo ed altri premi. Tali riconoscimenti sono ottenuti per prodotti assai diversi fra loro, ma tutti caratterizzati da un elevato livello d’originalità e qualità. La fama di Gerardo Sacco si diffonde rapidamente negli ambienti orafi, ed anche i gioiellieri più famosi, come Van Cleef e Tiffany, apprezzano le sue creazioni. Molti iniziano ad imitarne la produzione, ma senza riuscire ad emularne lo stile estroso ed inconfondibile. Sacco affronta. questa concorrenza sleale, organizzando e partecipando con maggiore frequenza a mostre, sia in Italia sia all'Estero, come alI'EXPO di Lisbona, in occasione della quale crea "I gioielli del mare", manufatti che successivamente saranno esposti alla Biennale del Mare di Napoli. Le sue opere sono apprezzate all'istituto di Cultura di Copenaghen, alla Casa di cultura di Bruxelles, all'istituto Commercio Estero di New York e di Los Angeles, all'Associazione Internazionale Magna Grecia di Toronto, all'Italiana '86 Buenos Aires, alla Mostra Calabresi nel Mondo di Melbourne e, infine, al Museo Citade di Lisbona. In Italia, le creazioni di Gerardo Sacco sono esposte nel Museo Maniscalco Erizzi di Verona, nel Museo Scoletta dei Battioro di San Sta~ di Venezia, nel Museo Marrucino di Chieti, nel Museo Castello di Carlo V di Crotone, nel Museo di Castel Sant'Angelo e di Palazzo Rispoli a Roma ed al Museo Castel dell'Ovo a Napoli. Grazie anche alle sue creazioni religiose, da ultimo quelle legate al Giubileo 2000, Sacco risulta oggi essere l'orafo più rappresentato nei Musei Vaticani, dove sono esposte ben sette sue opere.