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Zona turistica "Alto Jonio" (CS)

Cultura


(Castrovillari):

Monumenti


Castrovillari grazie alla ricchezza del suo patrimonio artistico e per gli incantevoli paesaggi è il luogo di ritrovo per molti turisti.

La città conserva un imponente castello Aragonese, situato nel centro della città, il castello fu edificato nel 1490 e presenta pianta quadrata e grosse torri angolari di forma cilindrica, di cui quella posta a destra dell’ingresso conserva l'aspetto originario. Circondato un tempo da un profondo fossato su cui si apriva un ponte levatoio, conserva sul portone d'ingresso un singolare altorilievo, raffigurante le armi reali della casa d'Aragona, e un'iscrizione latina che ricorda la data di costruzione e la dinastia del fondatore.

Nella Civita, il centro antico, su un’ altura a dominio del centro abitato, sorge il santuario della Madonna del Castello, fondato da Ruggero il Normanno nel 1090 e rifatto in epoca barocca.
La Chiesa, del tipo basilicale a tre navate, è preceduta nella parete di facciata da un ampio loggiato ad arcate e pilastri murari, poggiato su strutture medioevali.
La facciata è impreziosita da due portali romanici.
L'interno, tripartito, con cappelle sui lati delle navatelle con dipinti del XVI-XVII-XVIII sec., è stato rifatto e decorato in stile barocco nel 1769.
Lateralmente, sul fianco destro della Chiesa, si apre un altro ingresso con portale archiacuto sormontato da un bassorilievo marmoreo di Tino Da Camaino.
La chiesa conserva dipinti di Pietro Negroni datati al XVI sec., oltre a preziose opere romaniche e trecentesche.

La chiesa di S. Giuliano sorge in quella che un tempo era la piazza principale di Castrovillari.
Risalente al 1090, fu ampliata nel XVI secolo e, distrutta da un incendio nel 1789, venne poi ricostruita.
La chiesa è dotata di un maestoso portale del XVI secolo, fiancheggiato da colonnine e realizzato in pietra locale, e una coeva porta lignea.
All'interno della chiesa si conservano le seguenti opere: un pregevole fonte battesimale del 1500, una bella tela del Gualtieri del XIX secolo, due altari finemente intagliati, e un Cristo in Croce del XVI secolo.

Il protoconvento francescano di Castrovillari, situato sul colle del Lauro, venne fondato nel 1220 da Pietro Cathin, discepolo del santo di Assisi.
Il convento subì varie trasformazioni e venne soppresso nel 1809.
Presenta un pregevole portale lapideo del XVIII secolo e, nella sua parte più antica, offre la suggestiva bellezza di due splendidi portici i quali circondano altrettanti cortili.

 

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(Castrovillari):

Musei


Il Museo Civico ospita reperti che coprono un arco di tempo compreso tra il Paleolitico e il Medioevo, provenienti dall'abitato e da localita' limitrofe.

Tra questi segnaliamo le statuette votive del V secolo a.C. rinvenute sul Colle della Madonna del Castello, il vasellame delle necropoli di Bello Luce (VIII-VII secolo a.C.), di Ferrocinte (IV secolo a.C.) e della villa romana di Camerelle (II secolo a.C.- II d.C.), i rari oggetti dalla necropoli longobarda di Celimarro (VII secolo d.c.).

 

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(Sibari):

Museo


Il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide, ultimato nel 1992 ed inaugurato nel 1996, si trova ad Est dell’area archeologica, verso la riva del Mar Ionio.
La sua realizzazione si inserisce nel quadro degli interventi programmati nel tempo dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria, per la definitiva valorizzazione di un territorio particolarmente rilevante dal punto di vista storico e archeologico quale è la Sibaritide.

L'edificio, di circa 4.000 mq. distribuiti su due livelli, si compone di un nucleo centrale, che ha la funzione di organizzare gli ambienti ed i percorsi del museo, di quattro unità espositive e di un corpo servizi.
Vi sono conservati ed esposti i principali reperti d’epoca arcaica provenienti dai luoghi di culto del comprensorio sibaritico: terrecotte, rilievi, materiali metallici provenienti da Sibari e da Francavilla Marittima (loc. Timpone della Motta).

Tra i reperti si segnalano: coppa fenicia in bronzo (VII sec. a.C.); ceramiche, terrecotte, bronzi e gioielli votivi dal Santuario di Athena sul Timpone Motta (VII-VI sec. a.C.); dedica dell'olimpionico Kleombrotos (VI sec. a.C.); pettorale in argento e oro da Sibari (VI sec. a.C.); corredo funerario di guerriero brettio (IV sec. a.C.); statue marmoree e iscrizioni latine di età romana.

 

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(Corigliano Calabro):

Monumenti


La città calabra, grazie alla ricchezza del suo patrimonio storico-artistico e per gli incantevoli paesaggi è il luogo di ritrovo i molti turisti.

Distintivo di Corigliano Calabro è il Castello Ducale, edificato da Roberto il Guiscardo nella seconda metà dell’undicesimo secolo, sorge sulle ultime propaggini settentrionali della Sila e domina con la sua presenza il centro abitato e la piana di Sibari.
Il castello di Corigliano faceva parte della fitta rete di fortificazioni con cui il re normanno controllava le città.
Successivi rimaneggiamenti ne mutarono la struttura originaria: si deve a Roberto Sanseverino – XIV sec. - il primo intervento che adattava parte del castello a residenza signorile e fece assumere all'edificio l'aspetto tipico dell'architettura fortificata in epoca angioina.

Sotto la successiva presenza dei Saluzzo si attuarono la ristrutturazione e la decorazione di numerosi ambienti, nonché la realizzazione dell’ampia balconata esterna di cui fu dotato il Salone degli specchi.
Nel 1828 il castello passò ai baroni Compagna che vi apportarono le ultime, definitive modifiche, completando i tre lati della struttura, inglobando la chiesa di Sant’Agostino e innalzando un secondo piano stabile.
Oggi il Castello, interamente visitabile e recentemente ristrutturato, presenta quattro torri, una per ogni punto cardinale.
Resta solo una piccola parte dell’antico fossato e su questa il ponte levatoio.
All’interno vi sono numerosi ambienti di grande interesse tra cui il Salone degli Specchi, capolavoro dell’arte decorativa barocca napoletana col soffitto affrescato con effetto “trompe-l’oeil” da Ignazio Perricci.

Numerose le chiese da visitare:
La Chiesa di San Francesco venne fondata nel 1458 direttamente dal Santo Paolano.
La facciata è di grande semplicità, incorniciata da due lesene terminali che sorreggono un frontone diffusamente decorato, ha un portale di pietra arenaria di derivazione rinascimentale, sormontato in alto da un mosaico che raffigura il santo patrono.
La chiesa ha una sola navata, con un suggestivo soffitto a cassettoni.
Dietro il settecentesco altare in marmo si trova un pregevole coro ligneo, opera dell’artigiano rossanese Pasquale Pelusio (a. 1776).
Nel presbiterio, una grande tela di Felice Vitale da Maratea, Trionfo del nome di Gesù.
Lungo la parete destra della navata, sotto il pulpito, è stato di recente scoperto e restaurato un affresco che raffigura una Madonna della melagrana, del sec. XVI.
All’interno della chiesa sono conservate alcune preziose reliquie di S. Francesco: un pezzo della sua canna, un cordone, un crocifisso di ottone. Un reliquiario d’argento, contenente un pezzetto del suo costato, è inserito nel busto ligneo policromo del santo.

La Chiesa del Carmine, costruita verso la fine del quattrocento, venne ufficialmente consacrata dal vescovo di Rossano Giovan Battista de’ Lagni.
Caratteristica è la facciata che si presenta con tre bei portali gotici con colonnine sormontate da capitelli e figure dell’Annunziata e dell’Angelo annunziante.
Sul portone centrale, affresco raffigurante la Madonna col Bambino sul modello della “Bruna” di Napoli; su quello sinistro, San Carmelitano; su quello destro, Sant’Alberto di Messina, tutti dipinti nel 1550.
Ancora sulla facciata resti di affreschi raffiguranti un santo vescovo e il Trionfo della morte.
L’interno è trinavato e mantiene dei dipinti eseguiti da Domenico Oranges. Questi, nel 1744, firma: l’Annunciazione, gli Angeli che reggono lo stemma dei Carmelitani, Dio padre che benedice, posti sulla volta.

La Chiesa della Riforma è caratterizzata da un ampio portale centrale, su quest’ultimo è situato uno stemma vescovile.
Più in alto, racchiuso in una cornice, un affresco che raffigura una Madonna con Bambino, S. Chiara e S. Francesco.
Il Coro è sormontato da un maestoso gruppo ligneo della Crocifissione. Un dipinto è inserito aI centro del soffitto in legno. Sono inoltre presenti pregevoli lavori in legno intarsiato.

La Chiesa di S. Antonio edificata nella prima metà del Quattrocento.
Sulla facciata, si può ammirare una particolare porta in bronzo.
All’interno troviamo un organo settecentesco, tele di autori napoletani del Settecento, due dipinti dalle notevoli dimensioni di Leonardo Antonio Olivieri, un dipinto di Severino Ferrari, del 1740, il Mausoleo di Barnaba Arenante del 1522 e un Cristo in croce in legno.
L’esterno è abbellito da un vistoso rivestimento di mattonelle maiolicate nella cupola e nelle cupolette.

La Chiesa di S. Anna venne costruita nel 1582.
L’interno della chiesa è caratterizzata da molti elementi in legno intarsiato e dall’immancabile ciborio.
La facciata, barocca, è alleggerita da tre lesene; il portale è sovrastato da una lunetta che racchiudeva tre affreschi dei quali è superstite solo quello che ritrae una Madonna col Bambino.
Sul lato sinistro, si aprono tre cappelle:
la prima di patronato dei De Rosis con una tela di anonimo che raffigura la Madonna della Consolazione;
la seconda dei Duchi Saluzzo con un altare sul quale è posto un busto dell’Ecce Homo scolpito a tutto tondo e dipinto al naturale nel XVII secolo, forse importato dalla Spagna;
la terza dei Sollazzi – Castriota – Skandemberg con un dipinto del Borghese raffigurante l’Annunciazione.
Sulla parete destra su una tela dipinta ad olio, è dipinta una Flagellazione di anonimo; più avanti confessionale ligneo sovrastato da pulpito.

La Chiesa di S. Pietro venne costruita probabilmente prima del 1400.
La facciata, in stile neoclassico è scompartita in due, divisa da un poderoso cornicione ed è movimentata da tre lesene per lato culminanti in capitelli in stile corinzio.
Sul lato sinistro presenta una torre campanaria con orologio.
All’ interno possiamo ammirare l’altare maggiore in marmo del 1928, due busti in legno di S. Pietro e S. Paolo, un Fonte Battesimale in pietra, numerose tele settecentesche, due dipinti di Nicola Domenico Menzele, il coro in legno, un pulpito sormontato da baldacchino sul quale spicca lo stemma della città, una tavola della Madonna delI’Odigitria del quattrocento.

La Chiesa di S. Chiara venne costruita nel 1757.
Sulla facciata, barocca, si possono ammirare due dipinti che ritraggono i SS. Francesco D’Assisi e Chiara e un tondo su cui è ritratto lo stemma dei Francescani. L’interno è mononavato in stile barocco.
L’altare maggiore è in marmi policromi ed è separato dall’aula da una ringhiera di ferro battuto con cancelletto con quattro cornucopie simbolo dell’abbondanza ma anche della città.
Da non dimenticare le tele settecentesche ed una cantoria con un bellissimo organo del 1735 incastonato in un pregevole mobile.

La Chiesa di S. Maria Maggiore venne costruita probabilmente nel X secolo.
Sulla facciata troviamo una statua in legno della Madonna Assunta.
Sulla facciata del campanile è collocata una meridiana con i segni dello zodiaco.
All’interno sono comprese delle cripte, un organo di grandi dimensioni del 1757, un Fonte battesimale di marmo policromo intarsiato, pregevoli tele, un prezioso blocco ligneo di fattura settecentesca, con confessionale sormontato da pulpito e baldacchino, sul soffitto è raffigurata l’ ”Ultima cena”.

 

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(Corigliano Calabro):

Musei


Il Museo “demo etno antropologico
Il Museo espone oggetti di uso domestico, dell'artigianato e da lavoro della civiltà contadina, tra cui alcuni letti in legno forgiato "a fuoco" e le unità di misura che si usavano ai tempi dei Borboni.
L'allestimento prevede altre quattro sezioni:
• "Archivi Storici" contiene documenti originali di scuole, del Comune e di alcuni privati del 1600 e documenti in copia del 1500.
• "Libraria e Bibliografica" raccoglie 273 pezzi, alcuni tra i quali datati 1480.
• "Flogistica" espone bolli e sigilli del 1700 e del 1800.
• "Fototeca" è una raccolta di foto del secolo scorso.

Il Museo internazionale "raccolta di arte presepiale"
Collocato nel centro storico di Corigliano, ai piedi del Castello Ducale, il Museo nato da un’idea di Giacomo Felicetti, ospita una raffinata selezione di opere di artisti italiani ed internazionali legati al mondo dell'arte presepiale, selezionati direttamente dal collezionista nel corso delle diverse mostre d’arte presepiale e sacra, quali quella di Verona, la mostra dei “Cento presepi” di Roma.

Il museo è diviso in sei sezioni ed è stato previsto un sistema di rotazione dei pezzi della collezione, così da permettere l'esposizione, nel corso degli anni, dell'intera Raccolta che comprende circa 235 opere.
La prima sezione è quella didattica, in cui sono esposte le tavole con la descrizione dell'arte presepiale, dalla nascita alla modalità di preparazione del prodotto per la costruzione dei presepi.
Nella seconda sono esposte le opere di artisti calabresi come Francesco Renda, Luigi Esposito e Antonio De carlo che racchiudono l'originaria tradizione del presepe di Corigliano.
Nella terza sezione, che ospita a rotazione presepi italiani, possono anche essere organizzati eventi temporanei.
Nella quarta sono esposti presepi di nazionalità straniera proveniente dai cinque continenti: Africa, Americhe, Europa, Asia e Australia.
La quinta sezione, denominata "sezione comunicazione", raccoglie lettere di Natale con effige della natività, cartoline, i presepi di carta ed i presepi di Michela Lo Turco.
L'ultima sezione è dedicata a tutte le regioni d’Italia e ai vari artisti: tra i nomi più prestigiosi Alfredo Molli, Angela Tripi, Roberto Barbato, Francesco Scarlatella, Sergio Bigolin, Aida Crocetta, Mario Cenere, Giuseppe Parenti e Romano Dini.

 

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(Cariati):

Monumenti


Cariati è una cittadina di notevole interesse archeologico e storico artistico.
La Chiesa degli Osservanti è il monumento più importante di Cariati, denominata anche Chiesa di Santa Filomena.
Fu fatta costruire intorno al 1440 dal fiorentino Bonaccorso Caponsacco, nei pressi del monastero dei frati Minori Osservanti ed è formata da due complessi distinti:
l’Oratorio di Santa Filomena e l’Oratorio della Madonna della Catena.
L’Oratorio di Santa Filomena è in stile gotico, con portico e portale in pietra ogivale; l’interno a una sola navata con l’abside sormontata da una cupoletta ottagonale e decorata a mosaico; le cappelle con le volte a crociera.

L’Oratorio della Madonna della Catena ha la facciata caratterizzata da un rosone traforato che sormonta il portale con un’iscrizione del 1441.

La Chiesa Cattedrale risale al ‘400, nel 1783 fu distrutta dal sisma tellurico e fu riedificata nel 1857 e si presenta nella forma d'ispirazione palladiana datale nell'Ottocento dall'architetto napoletano Dentice, che nè progetto il totale rifacimento su incarico del Vescovo Nicola Golia (1857).
L'esterno presenta una facciata porticata a forma di tempio prostilo; l'interno ha un aspetto basilicale, con tre navate divise da massiccie colonne in muratura.

Da visitare anche è il seicentesco Palazzo Vescovile, la cui costruzione fu iniziata dal vescovo Francesco Gonzaga nel 1649 e completata dal vescovo Gerolamo Barzellino nel 1685, come risulta dall'epigrafe in latino murata in un angolo della facciata.

Da visitare anche il Palazzo del Seminario, la cui istituzione in Cariati fu voluta dal vescovo F. Gonzaga nella prima metà del Seicento; il maestoso edificio, reca sul portone d'ingresso lo stemma in pietra della nobile famiglia mantovana.

Il territorio di Cariati fu frequentato fin dall’ età antica, come dimostrano alcune importanti scoperte archeologiche effettuate agli inizi del Novecento e negli ultimi decenni, fra le quali si segnala la cosiddetta “ tomba brezia”, una tomba sotterranea a camera risalente al 330 circa a.C. e appartenuta ad un guerriero del popolo italico dei Brezii , capo della comunità locale, scolpito insieme alla sua armatura in bronzo e a un ricco corredo vascolare d’accompagno.
I resti monumentali dell’antica tomba, scoperta nel 1978, si trovano in località Salto; i reperti in essa rinvenuti sono esposti nel museo di Sibari.

 

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