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Zona turistica "Alto Jonio" (CS)

Curiosita


(Castrovillari):

 

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(Castrovillari):

Caratteristiche fisiche


Situata ai piedi del Parco Nazionale del Pollino, Castrovillari è una cittadina di circa 25.000 abitanti.

L'abitato si allunga su un vasto pianoro che nell'innesto della parte più antica, la Civita, strapiomba in due profonde valli dove scorre il Coscile, l'antico Sybaris, che diede il nome alla mitica città magno-greca.

Il suo territitorio è caratterizzato da zone con evidenti diversità morfologiche: una zona di pianura, nella parte sud, ricca e fertile, dove viene praticata una agricoltura di avanguardia, in particolare frutticultura e allevamenti zootecnici; una zona di collina dove si coltiva l'ulivo, la vite, il mandorlo, il fico e i cereali, ricca di ville patrizie ed ameno luogo di villeggiatura; una zona montana comprendente le cime del Pollino del Dolcedorme e della Manfriana.

 

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(Castrovillari):

Manifestazioni


La città di Castrovillari, ogni anno dal 30 aprile all'1 maggio, festeggia Santa Maria del Castello, patrona della città.

Durante la festa la Madonna viene portata in processione per le vie del paese.
La serata termina in allegria con tanta musica ed i meravigliosi fuochi pirotecnici.

Fra le altre feste religiose ricordiamo quella di San Giuliano che si tiene il 27 gennaio.
A febbraio si organizza il Carnevale del Pollino, per le strade del paese sfilano carri allegorici, gruppi folkloristici e svariate maschere.

L'amministrazione Comunale in collaborazione con gli enti locali organizza ogni estate, varie iniziative tra le quali: concerti, rassegne cinematografiche, rappresentazioni teatrali e manifestazioni culturali di vario genere.

 

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(Castrovillari):

Artigianato


A Castrovillari ci sono più di 400 microimprese artigianali tra le quali le aziende di lavorazione dell'oro ("Dante orafo", "La bottega dell'orafo" e Marino Josè) e quelle di taglio e lavorazione del legno (Macrinto e Sposato).

Per quanto riguarda l'artigianato ormai rimangono soltanto pochi falegnami, calzolai e forgiatori a mano di ferro battuto. Alcuni artisti inoltre, continuano a lavorare la pietra.

 

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(Castrovillari):

Itinerari


Distesa in un ampia conca ai piedi del Monte Pollino, nella fertile valle del Coscile, Castrovillari è una importante cittadina della Provincia di Cosenza che merita di essere visitata.

Castrovillari è nettamente divisa in una parte moderna e in una antica di origine medievale chiamata "la Civita".
La visita a questa città, può avere inizio dopo aver percorso l'ampio corso Garibaldi fiancheggiato da antichi palazzi nobiliari, dai due Palazzi Gallo, che sorgono nella piazzetta Vittorio Emanuele.
Il primo fu un antico monastero benedettino.
L'altro, una massiccia costruzione ordinata intorno a un cortile, realizzato secondo gli schemi dell'architettura napoletana dell'Ottocento, ospita la Biblioteca Civica U. Caldora e il Museo Civico, che custodisce una ricca collezione di reperti archeologici rinvenuti nell'ultimo cinquantennio nel territorio.
Poco più in là la Chiesa di Santa Maria delle Grazie mette in evidenza il suo bel portale cinquecentesco e in alto un orologio maiolicato della fine del '700.

Subito dopo, troviamo il Castello Aragonese del XV secolo, che apre il centro antico, l'edificio è a pianta quadrilatera con torri cilindriche angolari.
Il castello adibito a carcere fino al 1995, si presenta tuttavia ottimamente conservato e attualmente, è sede, durante l'anno, di diverse manifestazioni, compreso il rinomato Carnevale del Pollino.

Sulla piazzetta davanti al castello,vi sono alcuni edifici del XVI e XVII secolo, tra cui il secentesco Palazzo Gesualdi, con un bel balcone spagnoleggiante in ferro battuto, la Chiesa della SS. Trinità, del 1704, con la sua rossiccia facciata incompiuta.

Percorrendo via S. Francesco di Assisi giungiamo all'omonimo convento costruito con due chiostri di tipo cinquecentesco su una precedente struttura fondata, prima in Calabria, nel 1220.

Attraverso i vicoli che si diramano dal convento, si giunge nel cuore della "Giudecca", il quartiere, come accennato, abitato dagli ebrei fino alla metà del XVI secolo, quando furono cacciati dal Regno.

Nel cuore della Giudecca sorge la Chiesa di San Giuliano, protettore di Castrovillari, le cui origini risalgono al XII secolo.
L’interno, mostra un bellissimo altare ligneo del Crocefisso (inizi XVII sec), la maestosa statua di S Giuliano, intagliata da Giovan Pietro Cerchiaro nel 1684, e, in sacrestia, un piccolo Museo d'Arte Sacra dove spiccano una rara statua lignea della Madonna col Bambino del XIV sec., le notevoli argenterie secentesche dei Conte e tra i dipinti la bella "Madonna Nera" replica cinquecentesca di una icona bizantina.
Da vedere nella navata destra sono gli affreschi della Madonna del Tufo del XVI secolo.
La facciata presenta un bel portale rinascimentale, in pietra chiara, con due ordini di colonnine intervallati da decori floreali, preceduto da una scala a due rampe.

Successivamente, dopo una lunga salita, appare il Santuario della Madonna del Castello, situato in cima al colle da cui domina la città, è stato fondato nel 1090 e rifatto nel '700.
L’ interno mostra altari marmorei barocchi di bottega napoletana del '700, sormontati da notevoli dipinti, due dei quali firmati da Pietro Negroni, il più importante pittore attivo in Calabria nel XVI sec., ovvero l’Assunta (1560), sull'altare maggiore, e la Madonna col Bambino e i Santi Lorenzo e Barbara (1552).
Un cenno a parte meritano l'affresco della Madonna del Castello risalente al '200, incastonato dai rutilanti marmi policromi de11763, e la formella marmorea con la Madonna e il Bambino attribuita a Tino da Camaiano (sec. XIV).

Da visitare, inoltre, a pochi chilometri dal centro la località "Vigne" con notevoli esempi di masserie seicentesche e ville signorili del periodo eclettico e liberti.

Parco Nazionale del Pollino
Castrovillari è collocata nelle immediate vicinanze del Parco Nazionale del Pollino, all'interno del quale si possono fare delle numerose escursioni guidate che permettono di riscoprire gli angoli più belli della Calabria.
Il Parco del Pollino (50mila ettari) di recente formazione prende il nome dall'omonimo Monte Pollino; quest’ ultimo ed il Monte Sirino sono le uniche vette del Sud d'Italia che superano i 2000 mt.

Con i suoi 192.565 ettari, il Parco Nazionale del Pollino è la più grande area protetta d’Italia tra la Calabria e la Basilicata, capace di offrire i paesaggi più svariati.

A est e a ovest l’orizzonte incontra il mare, raggiungibile in breve tempo.
Suggestivi percorsi di montagna dolce, con ampi altipiani di prati fioriti (loc. Piani di Pollino), dove cresce il pino loricato (loc. Serre).
I pini loricati più spettacolari sono intorno alla Grande Porta del Pollino, quota 1947 metri, un valico tra la Serra di Crispo e la Serra delle Ciavole (in particolare gli esemplari della Serretta della Porticella, la prima altura salendo dal valico verso la Serra di Crispo).

Visitare il Parco Nazionale del Pollino è un’esperienza che mette insieme più ragioni: trovare una natura insolita e per molti aspetti ancora selvaggia, confrontarsi con la cultura, gli usi, il folklore delle genti meridionali, conoscere un’area protetta tesa a valorizzare le proprie risorse e capace di offrire al visitatore innumerevoli possibilità per godere di una vacanza all’insegna della bellezza paesaggistica, del gusto della scoperta, del piacere del tempo ritrovato.

 

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(Sibari):

Caratteristiche fisiche


Sibari, frazione del comune di Cassano allo Ionio, è situata sul litorale ionico, tra l’Appennino Lucano e la Sila Greca.
Rilevanti le testimonianze delle civiltà del passato, tra cui emergono gli scavi dell’ antica Sybaris, colonia fondata nel VII secolo a.c. fra le foci dei fiumi Crati e Sibari.
Un bacino territoriale che offre diversificate risorse con ricchezza di litorali fruibili, itinerari montani e siti d’ interesse storico-culturale.

 

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(Sibari):

Itinerari


Grazie all'iniziativa di Umberto Zanotti Bianco, confinato a Sibari per le sue idee antifasciste, nel 1932, il sito dell'antica Sybaris fu riportato alla luce.
Sibari fu una terra conosciuta per il suo splendore e la sua ricchezza; fu distrutta dalla rivalità della città di Crotone nel 510 A. C.
Solo col tempo riuscì a riacquistare l’antico splendore, infatti sulle rive del fiume Sibari, furono rinvenuti i resti dell' antica Sibaris, grande città della Magna Grecia.

Gli scavi misero in luce le fasi romane, più superficiali e consistenti dal punto di vista monumentale.

Le località dove furono eseguiti gli scavi sono: il Parco dei Tori, il Parco del Cavallo, Casa Bianca e Stombi.

Nel Parco dei Tori emerse un quartiere artigianale della Sybaris arcaica: Sono visibili i resti, di un edificio rurale, relativo alla città di Thourioi (ca. 400 a.C.), ed altri edifici più antichi (VI a.C.).

Il Parco del Cavallo, è la zona dove, nel 1932, iniziarono gli scavi ed ancora oggi è il settore più indagato.
Nel sito emerse un tracciato viario che risalirebbe al periodo della fondazione di Turi.
Altri importanti resti rivenuti sono: - un teatro romano (100 a.C.- 50 d.C.), nelle cui vicinanze furono recuperati frammenti architettonici, sculture metopali e blocchi di un fregio scolpito nella seconda metà del VI sec. a.C..
Fu, inoltre, scavata una fondazione in blocchi di età arcaica, forse pertinente ad un edificio sacro, si pensa che si tratti di un primitivo luogo di culto situato fuori dall'abitato di Sibari.

La storia dell'area dove sorse il teatro è complessa. Inizialmente fu occupata da eleganti abitazioni con pavimenti musivi (100 a.C. circa), in seguito (50 a.C.) fu costruito un emiciclo con due colonnati.

Nel 50 d.C. fu innalzato il teatro.
- Impianti di abitazioni private (I-VI secolo d.C.) che presentano piante e disposizione simili: cortile, con al centro un pozzo, circondato da vani con pareti intonacate e con pavimenti decorati a mosaici.
- un edificio termale del I sec. d.C. - Resti della cinta muraria. - Necropoli romana.

A poca distanza da Parco del Cavallo, in direzione del mare, si trova la localita' Casa Bianca.
Qui, nei pressi della spiaggia, furono individuate le tracce di un probabile scalo di alaggio utilizzato per portare in secco le imbarcazioni e ripararle.
Quest’ultima area, tra il I secolo a.C. e il III d.C., per lo spostamento della linea di costa e il progressivo interramento, venne destinata a necropoli.
Visibili anche i resti di una cinta muraria relativi alla colonia latina di Copia.

Anche la località "Stombi" si presenta molto interessante per la conoscenza di Sibari, perché si tratta di una zona urbana riedificata solo parzialmente dopo il 510 a.C.: si possono vedere allora edifici e monumenti della città d’età arcaica, come le fondazioni di un modesto edificio, pozzi, fornaci.

Da vedere, inoltre, a poca distanza dagli scavi, il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide dove raccoglie i corredi delle tombe greche e protostoriche, ceramiche e bronzi.

Sempre a Sibari vi è un moderno stabilimento termale ed il più grande porto turistico della Calabria, in località laghi di Sibari.

 

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(Corigliano Calabro):

Caratteristiche fisiche


Corigliano Calabro è un paese di circa 37.000 abitanti.
Il territorio comunale , comprende una zona montuosa costituita dall’imponente massiccio silano, si estende verso nord nella piana di Sibari, confina ad est con il Mar Ionio, luogo dove la posizione mediterranea offre un clima mite tutto l’anno, con punte di caldo nel periodo estivo

 

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(Corigliano Calabro):

Collegamenti


Diversi sono i modi per raggiungere Corigliano Calabro.
Se si viaggia in auto percorrere l’autostrada Salerno-Reggio Calabria con uscita a Spezzano Albanese-Sibari e proseguire verso la superstrada Jonica con uscita Corigliano Calabro;
se si opta per l’aereo scegliere lo scalo Lamezia Terme;
se si preferisce viaggiare in treno scendere alla stazione di Corigliano Calabro.

 

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(Cariati):

Caratteristiche fisiche


Cariati è una cittadina di circa 10.000 abitanti, situata sulla fascia costiera della Calabria jonica , sorge su un colle a 79 s.l.m. e vi si gode un bellissimo panorama.
Siamo, alle pendici della Sila.
Il suo territorio si estende dal mare verso la collina tra le quote 0,00-350 metri s.l.m. e misura una superficie territoriale di 27,95 Kmq.

 

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(Cariati):

Collegamenti


Cariati situato sulla fascia costiera della Calabria ionica, a metà strada tra Sibari e Crotone, può essere raggiunto in treno, in Pullman od in auto dalla SS 106 Jonica, che l’attraversa.

Dista circa 60 km dall’aeroporto di Crotone e 150 Km da quello di Lamezia Terme.

 

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(Cariati):

Itinerari


Cariati è noto in tutta la Calabria e anche fuori di essa per i suoi illustri trascorsi storici, dei quali restano ancora oggi significative testimonianze.
Nel borgo fortificato si entra attraversando un'antica Porta denominata dai Cariatesi "Ponte nuovo".
Attraversandola, si ha l'impressione di entrare in un grande castello.

Appena entrati, ci si trova all'inizio della via principale del paese: il Corso XX Settembre, o - come si chiamava una volta - la via Duomo.

E' proprio su questo corso, infatti, che si trova la Cattedrale, un bello e raro esempio di chiesa neoclassica calabrese.
La Chiesa Cattedrale risale al ‘400; nel 1783 fu distrutta dal sisma tellurico e fu riedificata nel 1857 dietro il progetto di un architetto del posto, un certo Ruggiero.
E’ visibile un bel Coro di legno del ‘700, con eleganti intagli.
L’interno ha tre navate neoclassiche e un altare maggiore in marmo con intarsi policromi.
Affiancato alla Cattedrale è il Palazzo Vescovile, che nel 1865 fu la residenza dei vescovi di Cariati. All’inizio del Corso XX Settembre, subito dopo il ponte nuovo, si trova il Palazzo del Seminario, edificato nel XVII secolo.

Particolarmente interessante da visitare è il Rione Valle, con le sue caratteristiche viuzze ripide che scendono verso la parte più bassa del paese: è qui che si trova il suggestivo Torrione della Valle, da cui si gode una splendida vista sul mare e su tutto l'esteso abitato di Cariati Marina, la spiaggia e il porto turistico e peschereccio.

Lasciando il Rione Valle e salendo per la stretta via che costeggia le mura, si giunge in Piazzetta G. Marconi, meglio nota come il Ponte: è un altro angolo suggestivo del centro storico, da cui si gode una bella vista della cinta muraria ed un ampio panorama della Marina.

Dal Ponte, percorrendo una tortuosa stradina in salita (Salita S. Leonardo), si arriva alla Piazza centrale del paese denominata Largo Plebiscito; su di essa si affacciano i balconi del Palazzo Vescovile e un angolo della facciata della Cattedrale, sul quale si erge una torre civica con orologio costruita nel 1904.

All'esterno della cinta muraria si trova il monumento più importante di Cariati, la Chiesa degli Osservanti denominata anche chiesa di Santa Filomena.
Fu fatta costruire intorno al 1440 dal fiorentino Bonaccorso Caponsacco, nei pressi del monastero dei frati Minori Osservanti.
La chiesa è in stile tardo gotico, con portale ogivale in pietra locale, all' interno vi è una sola navata terminante con un abside quadrangolare.
Molto interessante è la cupola a costoloni che ha la particolarità di essere rivestita all'interno con mattonelle di maiolica policroma.

In questi ultimi anni Cariati è andata sempre più caratterizzandosi e attrezzandosi come centro turistico-balneare di un certo livello.
Attualmente dispone di una non comune infrastruttura turistica: un porto con caratteristiche adeguate al turismo nautico e all'approdo di battelli da diporto, utilizzato anche come rifugio per le barche dei numerosi pescatori locali.
La ricettività non difetta.
Sono sorti alberghi, numerosi miniappartamenti, ristoranti, paninoteche, camping, villaggi turistici, residence, aziende agrituristiche.
Sono presenti, inoltre, ritrovi di vario genere per trascorrere le vacanze estive, dalle pizzerie alle discoteche, dai lidi alle gelaterie.

 

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